Le porte del mondo. L'Europa e la globalizzazione Medievale
Le porte del mondo. L'Europa e la globalizzazione Medievale
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Dettagli
- Autore
- Grillo Paolo
- Editori
- Mondadori 2019
- Soggetto
- Geografia
- Descrizione
- S
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Legatura
- Brossura
- Copia autografata
- False
- Prima edizione
- False
Descrizione
8vo, tela in sovracop. 281pp. ´Per colonizzare un territorio non Ë sufficiente disporre di capacit‡ tecniche e risorse economiche, bisogna anche valutare che l'impresa valga la spesa e la faticaª, per questo non c'Ë da stupirsi se imprese come l'arrivo dei vichinghi in Nordamerica poco dopo l'anno Mille o la feroce irruzione mongola in Occidente rimasero episodi circoscritti. Ben diverso, invece, fu lo scenario a partire dalla seconda met‡ del Duecento. Quando la curiosit‡ per il mondo circostante, la sete di guadagno e la fede spinsero molti a intraprendere viaggi e spedizioni rischiose, e i contatti e le transazioni si fecero sempre pi˘ intensi al punto di dar vita a una vera e propria ´globalizzazioneª ante litteram. Ma Ë un errore, per noi occidentali affascinati dalla figura di Marco Polo, mettere l'Europa al centro di questo processo di connessione come se fossimo stati noi a ´scoprireª il resto del mondo. Non fu cosÏ. Contrariamente a quanto si pensa, gli europei del medioevo erano consci di vivere alla periferia di un mondo ricco, colto, civilizzato e multipolare, dove avrebbero dovuto ritagliarsi un ruolo sviluppando il dialogo e i commerci, non certo cercando di imporsi con gli eserciti. Quelli che Paolo Grillo ci descrive nelle pagine de "Le porte del mondo" sono mercanti, missionari, uomini di cultura e avventurieri, non conquistatori. Soltanto cosÏ l'Europa riuscÏ a inserirsi pacificamente e fruttuosamente in un mondo pi˘ vasto e, spesso, pi˘ prospero e tecnologicamente avanzato, e ad arricchirsi di nuove risorse e di nuove conoscenze. Paolo Grillo ci conduce in un viaggio attraverso le infinite pianure mongole, il continente indiano e l'Africa, alla scoperta di quella globalizzazione che permise all'Europa di respirare per decenni un'aria nuova, un'aria destinata a condizionare la cultura e l'economia dell'Occidente latino per i secoli a venire.