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Le pìstole d' Omero. Con prefazione di Vamba

Libri antichi e moderni
Pistelli Ermenegildo
Bemporad ('L'Arte della Stampa'), 1917
90,00 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1917
  • Luogo di stampa
  • Firenze
  • Autore
  • Pistelli Ermenegildo
  • Editori
  • Bemporad ('L'Arte della Stampa')
  • Soggetto
  • Letteratura per l' infanzia, Illustrati di Filiberto Scarpelli, Prime edizioni
  • Sovracoperta
  • False
  • Stato di conservazione
  • In ottimo stato
  • Lingue
  • Italiano
  • Copia autografata
  • False
  • Print on demand
  • False
  • Condizioni
  • Usato
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

In-8°, pp. XV, 235, brossura editoriale illustrata a colori da Scarpelli con raffigurazione di un bambino seduto nel suo banco di scuola. Illustrazioni in b.n. di Scarpelli n.t. e f.t. Ottimo esemplare. Prima edizione. Il libro, fra i più fortunati dello scrittore e filologo toscano, raccoglie una serie di lettere a Vamba di un immaginario ragazzo fiorentino, Omero Redi, volte a mettere in caricatura, con un'arguta e garbata satira, le deficienze e le storture croniche della scuola italiana. Scrive Guido Mazzoni nella voce da lui dedicata al Pistelli nell'Enciclopedia Italiana: 'Le lettere vi sono attribuite a un Omero Redi, scolaretto, il quale motteggia, ora con finto candore ora con malizietta, sopra la scuola, i professori, i compagni, sé stesso: viene così a essere l'interprete spiritoso del P., avverso a ogni convenzionalismo pedagogico, osservatore acuto degli ordinamenti scolastici, delle quantità esterne e interne dei cattedratici, dell'animo dei ragazzi. Son pagine fresche di lingua e stile, talvolta deliziose d'arguzia e di figorazione; sempre ispirate dal buon senso e dall'esperienza diretta, e scritte con un'agevolezza elegante che è fatta più viva dalle apparenti scorrezioni e negligenze del piccolo Omero. Alcuni personaggi delle Pìstole sono divenuti quasi proverbiali; alcune riflessioni pedagogiche restano, d'altra parte, consigli e proposte d'utile suggestione.'. Lo Scarpelli (Napol, 1870-Roma, 1933) fu giornalista, disegnatore satirico, scrittore umoristico. Tra i fondatori, nel 1900, del 'Travaso delle idee', lo diresse dal 1925 al 1928. Collaboratore di testate come 'Il Pasquino', 'Il Popolo d'Italia', 'Il Giornalino della domenica', 'Il Corriere dei Piccoli (per cui creò il fumetto di Pertichino), fu anche un singolare fiancheggiatore del movimento futurista. Noto è l'epiodio della sua partecipazione ad una 'Serata futurista' al Teatro Verdi di Firenze, consistita in due ore di urla, fischi e tiri di ortaggi e generi alimentari all'indirizzo, oltre che di Scarpelli, di Marinetti, Papini, Boccioni, Carrà, Soffici, Palazzeschi e della Guglielminetti, serata in cui lo stesso Scarpelli venne ferito da una lampadina scagliatagli contro da un contestatore.

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