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Le Canzoni di Re Enzio. La Canzone del Paradiso

Libri antichi e moderni
Pascoli Giovanni
Nicola Zanichelli (Tipografia di Paolo Neri), 1908-1909
30,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1908-1909
  • Luogo di stampa
  • Bologna
  • Autore
  • Pascoli Giovanni
  • Editori
  • Nicola Zanichelli (Tipografia di Paolo Neri)
  • Soggetto
  • Letteratura italiana del '900, Poesia, Prime edizioni
  • Sovracoperta
  • False
  • Copia autografata
  • False
  • Print on demand
  • False
  • Condizioni
  • Usato
  • Prima edizione
  • False

Descrizione

In-16° grande, pp. (8), 88, brossura editoriale verdina con titolo in rosso e illustrazione xilografica in nero raffigurante il Re Enzio e, sullo sfondo, le torri felsinee medievali. Sovraccoperta con titolo, filetto e xilografia in rosso di Alfredo Baruffi. Il frontespizio riproduce la stessa xilografia del piatto anteriore; antiporta xilografica figurata e incisioni xilografiche in b.n. n.t. dello stesso Baruffi. Ex-libris figurato moderno. Senza la sovraccoperta. Prima edizione. 'Opera del periodo bolognese e dedicata, quasi un tributo d'omaggio, alle memorie di quella città. Comprende tre parti o canzoni: 'La canzone del Carroccio', 'La canzone del Paradiso', 'La canzone dell'Olifante'. Di qui il titolo, con riferimento alle 'chansons de geste', di cui riproduce il metro in lasse di endecasillabi chiusi da un settenario, e il tono che vuol essere epico-eroico, conveniente alla materia trattata, storica e leggendaria insieme: la storia del comune bolognese nel suo momento più glorioso, dopo la battaglia di Fossalta e la cattura di re Enzio, figlio di Federico II. Di qui ha inizio il racconto: tutto il popolo si prepara ad andare incontro ad Innocenzo IV, lungo la via Emilia, schierato intorno al Carroccio vittorioso. (.) Segue la 'Canzone del Paradiso', di contenuto in gran parte idillico, col racconto degli amori di Enzio con una schiava del contado, Flor d'Uliva. E' qui una delle pagine più belle del Pascoli di poesia d'amore.' (Carlo Curto, in Diz. Bompiani d. Opere, II, pag. 90). Gambetti / Vezzosi, p. 646.

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