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La Voce. Rassegna di cultura italiana e straniera diretta da Giuseppe Prezzolini

Libri antichi e moderni
[Voce (La)] Prezzolini, Giuseppe (Diretta Da)
Libreria della Voce (Stab. Tip. Aldino),, 1908-1916
4000,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1908-1916
  • Luogo di stampa
  • Firenze,
  • Autore
  • [Voce (La)] Prezzolini, Giuseppe (Diretta Da)
  • Pagine
  • da 4 a 8 pagine circa.
  • Editori
  • Libreria della Voce (Stab. Tip. Aldino),
  • Formato
  • in folio (dal 1913: in 8°),
  • Edizione
  • Edizione originale.
  • Soggetto
  • Poesia Italiana del '900 Narrativa Italiana del '900
  • Descrizione
  • giornale autocopertinato dal 1914: brossura con punto metallico,
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

PERIODICO Edizione originale. Collezione completa, comprensiva di «La Voce Politica» conservata in due cofanetti, mancante dei soli numeri 3, 4 e 8 dell’Anno I, del numero 47 dell’Anno IV e dei numeri 6, 51 e 52 dell’Anno V. Fascicoli sciolti complessivamente in buono stato. Fondamentale rivista fondata nel 1908 a Firenze da Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini e diretta quasi ininterrottamente dallo stesso Prezzolini (fatta eccezione per l’aprile-ottobre del 1912 in cui la direzione fu presa da Papini e per l’ultimo biennio di attività 1914 - 1916 retto da Giuseppe De Robertis). Estremamente attenta anche a problemi di ordine politico e sociale – manifestando particolare sensibilità per l’alfabetizzazione, lo stato della scuola e per la questione meridionale -, «La Voce» fu per 8 anni una fucina di elaborazione e divulgazione letteraria, artistica e culturale in senso ampio che ospitò contributi da alcuni tra i nomi più importanti e autorevoli del panorama italiano del tempo: dagli interventi di Croce, Amendola, Salvemini, Einaudi alle parole di Slataper, Michelstaedter, Boine, Stuparich, Sbarbaro, Rebora, Campana, Ungaretti. Sorretta – come testimonia la presenza di Benedetto Croce – da una forte vocazione antipositivista e filoidealista, la rivista – che avrebbe dato vita anche a storici progetti editoriali, come le “Edizioni della Voce”, i “Quaderni della Voce” e la “Libreria della Voce” – non mancò di essere attraversata da tensioni e infine da divisioni insanabili che avrebbero, ancor prima della chiusura nel 1916, condotto all’allontanamento di due figure fin lì centrali, ovvero il co-fondatore Giovanni Papini e Ardengo Soffici. Nel 1913, infatti, in aperta polemica ormai con l’impostazione estetica e valoriale vociana, i due avrebbero dato vita al quindicinale «Lacerba».

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