La Vita scritta da lui medesimo ridotta alla lezione originale del Codice Laurenziano con note e documenti illustrativi e con un saggio delle sue rime aggiuntevi le notizie pubblicate dal marchese Giuseppe Campori intorno alle relazioni del Cellini col Cardinale Ippolito d'Este ed a' suoi allievi Paolo Romano e Ascanio da Tagliacozzo
La Vita scritta da lui medesimo ridotta alla lezione originale del Codice Laurenziano con note e documenti illustrativi e con un saggio delle sue rime aggiuntevi le notizie pubblicate dal marchese Giuseppe Campori intorno alle relazioni del Cellini col Cardinale Ippolito d'Este ed a' suoi allievi Paolo Romano e Ascanio da Tagliacozzo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1873
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Cellini Benvenuto
- Editori
- Sonzogno
- Soggetto
- Letteratura italiana, Autobiografie, Arte
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-16°, pp. 414, (2), legatura coeva m. pelle con titoloin oro al dorso. Ottima copia. Edizione con prefazione e a cura di Eugenio Camerini di una delle più belle autobiografie della letteratura italiana, composta dal Cellini tra il 1558 e il 1566 (fu dettata a un garzone di bottega, Michele di Goro Vestri) e pubblicata per la prima volta oltre 150 anni dopo la morte del grande scultore ed orafo. Opera di uno scrittore singolarissimo, la 'Vita' è contraddistinta da una prosa inclinante al popolare e spesso smottante nel vernacolo, ricca di anacoluti, eccezionalmente fresca, mossa e vivace; essa fu entusiasticamente recensita già al suo apparire dal Baretti nella sua 'Frusta Letteraria'. Scrive Francesco Flora: 'Qui principalmente è la bellezza artistica della Vita: nella costruzione di un personaggio che di episodio in episodio assume una figura tutta reale e per nulla distaccata: per una metamorfosi operata dall'arte, Cellini si svincola dalla sua stessa materia e diventa sostanza di fantasia nell'aerea plasticità delle parole'.