La vita è dura ma è comica. 1890 - 1915. Un quarto di secolo di caricatura mondiale
La vita è dura ma è comica. 1890 - 1915. Un quarto di secolo di caricatura mondiale
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1940
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Gec (Enrico Gianeri)
- Editori
- Garzanti
- Soggetto
- Caricatura, Umorismo, Illustrati
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-8°, pp. 313, bella brossura editoriale a risvolti illustrata a colori dallo stesso Gec con l'immagine di una dama della Belle Époque abbigliata con un grande cappello piumato e intenta a ballare il can can. Sullo sfondo dell'illustrazione sono riprodotte le testate dei principali giornali satirici del tempo. 8 tavole a colori f.t. e 512 illustrazioni b.n. n.t. bell'esemplare. Edizione originale. Le centinaia di caricature riprodotte, dovute ad artisti come Gus Bofa, Bompard, Cappiello, Caran d'Ache, Carlin, Fabiano, Faivre, Finozzi, Forain, Galanis, Golia, Guillaume, Jeanniot, Manca, Metivet, Nasica, H. Paul, Scarpelli, Sto, Teja, Villemot, Valloton, ecc., concernono i principali avvenimenti della società e del costume nel periodo intercorso tra il 1890 e il 1915: la Belle Époque, la presenza coloniale italiana in Africa, la Guerra Anglo-Boera, l'affare Dreyfus, la nascita dell'aeroplano, l'automobile, la bicicletta, i capricci della mdoa, la voga dei bagni, dal Romanticismo al Futurismo, ecc. Il volume viene così a formare un pittoresco album della Belle Époque colta nelle sue connotazioni culturali e sociali, nel suo rigoglio culturale come nei suoi eccessi e nelle sue mode effimere. Gec, pseudonimo di Enrico Gianeri (Firenze, 1900-Torino, 1989), avvocato, giornalista, caricaturista e vignettista satirico, fu anche studioso della storia della caricatura e della grafica umoristico-satirica. A soli 23 anni venne chiamato a Torino per dirigere il Pasquino, in cui rimase fino al 1930, anno in cui la testata venne chiusa per ordine della vigente pubblica autorità. Diresse anche il Codino Rosso e altre testate umoristiche minori. Nel dopoguerra tornò a dirigere il Pasquino, fino al compimento del centenario della storica testata, nel 1956. La sua collezione di pubblicazione umoristiche, di circa 1.500 testate, dopo la sua morte venne acquisita dall'Archivio Storico del Comune di Torino.