La vera historia della vittoria qual hebbe Azzio Visconti prencipe di Parabiago dell'anno della commune salute MCCCXXXIIX nel dì XXI febraro in Parabiago contra Londriso Visconti raccolta da un antichissimo memoriale et accresciuta con l'auttorità de nobili e famosi scrittori
La vera historia della vittoria qual hebbe Azzio Visconti prencipe di Parabiago dell'anno della commune salute MCCCXXXIIX nel dì XXI febraro in Parabiago contra Londriso Visconti raccolta da un antichissimo memoriale et accresciuta con l'auttorità de nobili e famosi scrittori
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1609
- Autore
- RAFAELLI Gieronimo
- Editori
- Appresso Gio. Pietro Limonta (ma in aedibus Iacobi Mariae Medae)
- Edizione
- Prima edizione
- Soggetto
- milano; lombardia, militaria
- Descrizione
- paperback
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Usato
Descrizione
In 8 cm 10 x 15, pp. 127. Vignetta xilografica al frontespizio raffigurante una scena di battaglia. Dedicatoria a Pomponio Crivelli dell'autore, parroco di Parabiago. Cartonatura rifatta in carta decorata d'epoca. Fresco esemplare (seppure non marginosissimo) dell'edizione originale di questo rarissimo libello dedicato alla battaglia che avvenne nei pressi di Parabiago tra le truppe di Azzone Visconti, erede di Galeazzo I che, in opposizione al pontefice, comprò il titolo di Vicario di Milano dallìImperatore Lodovico il Bavaro. Uno zio di questo, Londrisio Visconti tentò una congiura e costituì un'armata chiamata Compagnia di San Giorgio che si mosse contro l'esercito ambrosiano entrando segretamente in Parabiago da tre vie: Canegrate, dal Sempione e lungo l'Olona. La leggenda narra fosse intervenuto Sant'Ambrogio, il quale incominciò a frustare i soldati di Londrisio incitando i milanesi che ebbero così la meglio sui nemici. La battaglia fu però assai sanguinosa tanto che il narratore chiosa in questo modo: < Tal fine sortì la sanguinosa giornata di Parabiago nel giorno suora notato, nell'ora del Vespero nella qual giornata morirono più di quattro milla persone del campo del nemico, dei nostri più di due millia e trecento. In tanto che si può dire Se la Magna pianse, ne Milan rise. Curiosamente vi è un errore dell'autore di questo libello nella data attribuita alla battaglia < che accadde come riferisce anche l'anonimo nel 1339 >. Vinciana, 488. Cat. Bocca 3160. Lozzi, I, 2669 (in nota).