La prima parte della cronica universale de suoi tempi di Matteo Villani cittadino fiorentino, Nuovamente uscita in luce.
La prima parte della cronica universale de suoi tempi di Matteo Villani cittadino fiorentino, Nuovamente uscita in luce.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1554
- Luogo di stampa
- In Fiorenza; Firenze
- Autore
- Villani, Matteo, Domenichi, Lodovico
- Editori
- appresso Lorenzo Torrentino (Stampata in Fiorenza, appresso, Lorenzo Torrentino stampatore ducale, del mese di novembre, 1554).
- Lingue
- Italiano
Descrizione
PRIMA EDIZIONE. In-8, pp. [26], 395, [1], mancano le 3 cc. bianche finali del secondo fascicolo, probabilmente rimosse al tempo della rilegatura. Legatura ottocentesca in mezza pelle chiazzata, titolo in oro su tassello e fregi al dorso, carta marmorizzata ai piatti. Tagli rossi. Piccola silografia al frontespizio con stemma mediceo; registro, nota tipografica completa e privilegio all’ultima carta. Carattere romano, un poco di corsivo, capilettera incisi. Carta A3 rifilata corta al margine davanti, con perdita della lettera finale di alcune righe della metà inferiore del testo. Abile restauro al centro del frontespizio, che è un po’ brunito. Lunga nota manoscritta di primissimo ‘500 riguardante questioni di doti ed eredità al piede dell’ultima carta, e un’altra lunga annotazione, ormai sbiadita, alla fine della dedicatoria. Ex libris di "G. Ferrari". Internamente una buona copia.
Prima edizione della Cronica in quattro libri di Matteo Villani, con dedicatoria del curatore Lodovico Domenichi, umanista piacentino, indirizzata al condottiero umbro Ascanio della Cornia. Matteo Villani fu “cronista fiorentino (m. 1363). Fratello minore di Giovanni, anche lui mercante, dal 1319 rappresentò a Napoli la società dei Bonaccorsi. Nel 1362 subì un processo per ghibellinismo, dal quale uscì assolto; ma l’anno seguente, denunciato di nuovo dalla parte guelfa, fu dichiarato ineleggibile ai pubblici uffici. Morì l’anno seguente, vittima della peste. A distanza di anni dalla morte di Giovanni, ne continuò l’opera riprendendo la stesura della “Nuova cronica” dal punto in cui era rimasta interrotta e protraendola per undici libri, fino al 1363, anno della sua morte; la cronaca fu quindi proseguita da suo figlio Filippo.” (DBI Treccani)
Moreni, Torrentino, 243: "Torrentino mai stampò la prima parte della Cronica di Giovanni nè mai la seconda di quella di Matteo". Lozzi p.106 n°165: "Bellissimo e Raro". EDIT16 CNCE 34613