La nave dei folli. Tra follia e Ragione
La nave dei folli. Tra follia e Ragione
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Dettagli
- Autore
- Cavaliere Antonio Mariangela Ceci
- Editori
- Aracne (1 agosto 2008)
- Descrizione
- S
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Legatura
- Brossura
- Copia autografata
- False
- Prima edizione
- False
Descrizione
br.ed. 76pp. La nave dei folli era un'istituzione medievale frequente nell'Europa centrale e a Venezia in cui i folli, durante il carnevale, venivano messi su una barca lasciata alla corrente di un fiume o del mare. La nave dei folli era un rituale carnascialesco di emarginazione ma nel quale era insito anche il riconoscere la diversit‡ del folle. Al contrario del manicomio, che nella sua staticit‡ e con tutta la sua ineluttabilit‡ rievoca l'idea di un buco nero, capace di catturare persino la luce, la nave dei folli riconduce a un'idea di viaggio senza ritorno, a traiettorie che esulano da ogni idea di razionalit‡ e di senso comune. Oggi non si parla pi˘ di follia ma di malattia mentale. La malattia Ë qualcosa che attiene all'individuo e non coinvolge necessariamente la comunit‡ e la risposta non puÚ che essere medicalizzante. Riconsiderare la follia non come una malattia nÈ come un derivato sociale, ma come una dimensione dolorosa dell'anima ci permette di rileggere i miti e persino la storia della nostra cultura da un punto di vista diverso e originale. CosÏ ci troviamo di fronte a questo paradosso: non possiamo parlare della follia se non accostandola al suo opposto: la ragione. Infine, siamo tornati a esporre una tematica legata al campo clinico, la cronicit‡, e un tema, la passione, che devono tornare a essere oggetto di speculazione e che non possono mancare nella formazione di qualsiasi professionista che operi in ambito psicologico.