La muse au cabaret
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1920
- Luogo di stampa
- Paris
- Autore
- Ponchon, Raoul
- Editori
- Charpentier et Fasquelle
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-8°, pp. 312, legatura in tela con titolo in oro su tassello al dorso, brossure editoriali conservate all'interno. Edizione in 1000 esemplari numerati, il nostro è il n. 731. L'autore si dedicòi alla pittura e realizzò il catalogo per il salon d'esposizione Poil et Plume, dove erano in mostra suoi dipinti. Frequentava ateliers di pittura, caffè letterari e cenacoli artistici parigini. Amava il vino e la buona tavola. Scrisse circa 150.000 versi, che pubblicava settimanalmente - sul Courrier français (1887–1908), su La Presse (1888–1890), su Le Journal (dal 1897) - in una sua rubrica, in cui si esercitava a commentare in versi l'attualità. Era una causerie amabile, facile da interpretare, una gazette rimée elegante nello stile, ironica, acuta nell'osservare la vita parigina. Parlava di letteratura, di arte, di teatro, di medicina, di finanza. Conobbe lo scrittore Catulle Mendès, il poeta e drammaturgo Jean Richepin, il conte e commediografo Auguste de Villiers de L'Isle-Adam, Paul Verlaine, Stéphane Mallarmé, il poeta di origine cubana José-Maria de Heredia, Émile Zola, Alphonse Daudet, Édouard Manet, Edgar Degas, il politico Léon Gambetta, l'astronomo Camille Flammarion. Con Maurice Bouchor - poeta, chansonnier e scultore - fondò un cenacolo di poeti bohémiens, il Groupe des Vivant. La Muse au cabaret, 1920, è l'unica raccolta di versi da lui pubblicata in vita.