La malattia dell'infinito. La letteratura del Novecento
La malattia dell'infinito. La letteratura del Novecento
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2025
- ISBN
- 9788862183857
- Autore
- Pietro Citati
- Pagine
- 572
- Collana
- Saggi (117)
- Editori
- Book Time
- Formato
- 211×151×45
- Soggetto
- Studi letterari: 1900–2000 ca., Storia, teoria e critica del cinema, XX secolo, 1900–1999
- Prefatore
- Paolo Lagazzi
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
"'La malattia dell’infinito' è in primo luogo una grande galleria di ritratti. Spaziando da Joseph Conrad (che inaugura il secolo col suo supremo Lord Jim) a Hofmannsthal, da Jung a Robert Walser, da Nabokov a Borges, da Flannery O’Connor a Thomas Bernhard; attraversando figure di poeti quali Yeats, Valéry, Bertolucci, Luzi e Caproni; disegnando silhouette di amici quali Emilio Cecchi, Italo Calvino, Giorgio Manganelli, Fruttero e Lucentini, sempre Citati si muove “a onde”, ora allentando ora stringendo il proprio pennello critico attorno a ciò che sa, comunque, imprendibile: il nocciolo, via via diverso, di una verità intima, di una visione originale del mondo. Irriducibili a qualsiasi generalizzazione, a ogni legge astratta e ad ogni richiamo degli “idoli della tribù”, molti di questi creatori appaiono a Citati degli “stranieri”, degli abitanti dell’ombra o di una luce diversa, come Walser. Ciò che emerge anzitutto dal loro destino è la varietà di volti che sa assumere il dèmone della solitudine per marchiare a fuoco la carne e l’anima del loro tempo mortale e delle loro immortali parole: volti da reietto, da paria, da mendicante; volti da ebreo perseguitato o da gnostico in esilio nel luogo dei corpi impuri, votati allo sfacelo; volti da malato o da folle, ma anche volti illuminati da una specie di strana, incomprensibile letizia." (dalla Presentazione di Paolo Lagazzi)