La grande guerra del Peloponneso. 447-394 a.C.
La grande guerra del Peloponneso. 447-394 a.C.
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Dettagli
- Autore
- Canfora Luciano
- Editori
- Laterza 2024
- Soggetto
- Classica Ancient Rome Greece
- Descrizione
- S
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Legatura
- Brossura
- Copia autografata
- False
- Prima edizione
- False
Descrizione
8vo, rileg. in sovracop. 288pp. La democrazia imperiale ateniese mirava al dominio commerciale nel Mediterraneo: donde la catena di conflitti in cui si impegnÚ contro i ëbarbarií, contro i Greci, contro i suoi stessi alleati. Líoligarchia spartana non accettava di vedere scosso il proprio tradizionale predominio. Gli Ateniesi pretendevano di esportare la democrazia imponendola con la forza innanzi tutto ai propri alleati. Gli Spartani proclamavano di portare la libert‡ ai Greci oppressi da Atene. La guerra ñ scrisse Tucidide ñ era inevitabile. Tutto era incominciato con la sfida ateniese a sostegno della rivolta antipersiana dei Greci díAsia e con la risposta, ventíanni dopo e in grande stile, da parte del Gran Re volta a sottomettere, oltre ai Balcani, la penisola greca. E tutto sembrer‡ concludersi circa un secolo dopo con la ´pace del Reª. Una pace imposta ai Greci dalla Persia per il tramite della potenza militare spartana, cui líaiuto del Gran Re aveva consentito di sconfiggere Atene. Il Gran Re lasciava intendere che solo il suo predominio avrebbe portato la pace ai Greci. E i Greci, finchÈ non affiorÚ alla storia il regno macedone, la accettarono. Non a torto Arnold Toynbee definÏ la guerra tra Sparta e Atene ´suicidio della Grecia classicaª. Una vicenda esemplare.