LA FINE DELL’ANASTIGMATICO MODERNO?
LA FINE DELL’ANASTIGMATICO MODERNO?
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1920
- Luogo di stampa
- Görlitz
- Autore
- Rudolph, Paul (1858-1935)
- Editori
- Hugo Meyer & Co
- Soggetto
- ottica, fotografia, obiettivi fotografici, ephemera, catalogo commericale
- Descrizione
- Buono stato, macchiette e lievi segni d’uso sulla brossura ma interno fresco e ben conservato.
Descrizione
Brossura editoriale a due colori, cm 18 x 14.5, pp 24 con 4 figure in nero nel testo, 4 tavole in nero su carta patinata, testo riquadrato. Opuscolo dell’azienda ottica Hugo Meyer sull’obiettivo Plasmat progettato da Paul Rudolph (Kahla 1858 - Norimberga 1935), che aveva già realizzato il primo anastigmatico per Karl Zeiss nel 1889, nonché i celebri Planar (1896) e Tessar (1902). Il Plasmat, obiettivo anastigmatico doppio a 6 lenti, basato sul tipo Dagor (Doppel-Anastigmat-Goerz), fu disegnato da Rudolph quando lasciò Zeiss per Meyer nel 1918; inizialmente concepita per la fotografia di grande formato, l’ottica e fu particolarmente apprezzata nell’utilizzo cinematografico. L'opuscolo si apre con l'articolo, estratto dal Corriere Fotografico di Milano, in cui Rudolph ripercorre la storia dell'obiettivo anastigmatico e delle proprie ricerche ottiche fino al Plasmat, con dovizia di particolari tecnici; segue una dettagliata descrizione dell'obiettivo, con schema delle lenti e alcune tabelle che indicano luminosità, distanze di fuoco ecc per le varie versioni dell'obiettivo e per i diversi formati di lastra. Illustrano le qualità della lente quattro fotografie: due ritratti firmati Henry Traut (Monaco 1857-1940), uno in studio e uno ambientato, a uno scorcio urbano e un interno. Raro, un solo esemplare in ICCU e nessuno in OCLC (agosto 2024).