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La ferita dell’aprile

Libri antichi e moderni
Consolo, Vincenzo
Arnoldo Mondadori Editore,, 1963
300,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1963
  • Luogo di stampa
  • Milano,
  • Autore
  • Consolo, Vincenzo
  • Pagine
  • pp. 158 [2].
  • Collana
  • collana «Il Tornasole»,
  • Editori
  • Arnoldo Mondadori Editore,
  • Edizione
  • Edizione originale.
  • Soggetto
  • Narrativa Italiana del '900
  • Descrizione
  • brossura bianca in carta patinata a plastificazione lucida, illustrata da una fotografia in bianco e nero dell’autore impaginata passante a partire dalla quarta di copertina (design di Anita Klinz e Giorgio Bocca),
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

LIBRO Edizione originale. Più che buon esemplare, quasi ottimo, appena brunito sui bordi e sul dorso, che presenta anche qualche lieve segno verticale. Opera prima, molto rara nonostante la pubblicazione presso Mondadori. -- «Consolo ricordò i luoghi d’infanzia, le sue origini e la sua prima educazione nel romanzo d’esordio, “La ferita dell’aprile” (Milano 1963) [.]. Iniziava una progressiva centralità della Sicilia nella sua personalità di uomo e di scrittore, di intellettuale al bivio tra saggistica e letteratura, in una contaminazione di “generi” che ha sempre distinto le sue pagine [.]. La sua terra di origine si rivela come presenza “ossessiva”, con un forte valore identitario, storico ma anche simbolico [.]. Sicilia come luogo, tema, personaggio, persino struttura narrativa [.]. “La ferita dell’aprile”, dopo lunga gestazione, apparve nel 1963 per Mondadori nella collana “Il Tornasole” di Niccolò Gallo e Vittorio Sereni, con l’assistenza redazionale di Raffaele Crovi: “Mi sono ritrovato fatalmente nel solco sperimentale di Gadda e Pasolini, di D’Arrigo e Mastronardi, anche. Non era ancora apparso all’orizzonte il Gruppo 63, dal quale in ogni caso mi avrebbe tenuto ben lontano un forte senso di appartenenza alla tradizione letteraria” (Fuga dall’Etna, p. 15). Forse anche per quella coincidenza cronologica con le spinte avanguardistiche, il romanzo quasi sfuggì all’attenzione di critica e di lettori. Suscitò invece l’interesse di Sciascia, al quale Consolo aveva inviato il libro allegando una lettera nella quale gli dichiarava il suo debito come scrittore. Era l’inizio di una salda e duratura amicizia [.]» (Paola Villani, voce DBI, 2017).

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