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La danza della jena [iena]. Romanzo

Libri antichi e moderni
Buzzi, Paolo (Copertina Di Renzo Ventura)
Casa Editrice Vitagliano (Tip. “La Milano” di L. Maragnini),, 1920
150,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1920
  • Luogo di stampa
  • Milano,
  • Autore
  • Buzzi, Paolo (Copertina Di Renzo Ventura)
  • Pagine
  • pp. 373 [3].
  • Editori
  • Casa Editrice Vitagliano (Tip. “La Milano” di L. Maragnini),
  • Formato
  • in 16°,
  • Edizione
  • Edizione originale.
  • Soggetto
  • Futurismo
  • Descrizione
  • brossura avorio con unghie; copertina anteriore interamente disegnata a colori da Renzo Ventura (alias Lorenzo Contratti),
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

LIBRO Edizione originale. Esemplare molto buono (con gli usuali segni del tempo: lieve iscurimento del dorso, sfrangiature perimetrali dei piatti, all’interno carte lievemente brunite ai margini). Indicazione di «4° migliaio» al frontespizio, forse promozionale. «La danza della jena» è cronologicamente una delle prime opere di Buzzi. «Rievocando gli anni universitari, in particolare il terzo (1894), trascorsi a Genova, [Buzzi] scrive: “. mi spingevo sino a Staglieno, per fare la mia visita d’obbligo a Mazzini . Vertiginosa malia fermarmi davanti al Mausoleo-Celle capolavoro statuario del Monteverde. . Fu là che mi balenò l’idea per la prima volta della Danza della jena” (Genova l’amata. In: “Il giornale di Genova” 22 gennaio 1932)» (La mia anima è musicale, p. 93). -- Il libro — descritto dallo stesso Buzzi come «futurista così così» (lettera a Palazzeschi 30/1/1914) — è dedicato in epigrafe alla «memoria di Federigo Tozzi, che mi amò anche per queste pagine tragiche da anni a Lui confidate»; recenti studi hanno dimostrato che il romanzo, inizialmente noto come «Gufo reale», era atteso già nel 1907 (preannunciato su «Poesia» II/9-12, uscito nel 1907 anche se con data 1906-1907; menzionato in una lettera di Ada Negri del 15 settembre di quell’anno) e nel 1909 fu sottoposto a Giovanni Verga per un parere e un aiuto nella pubblicazione (cfr. Rampazzo, Futurista al chiaro di luna, Trieste 2020, passim). All’amica Matilde Valerio scrisse: «Non so come ringraziarla del suo interessamento a suo favore con Verga. [.] L’“Esilio” era una povera tiritera di giovinezza estrema. “Gufo Reale” potrebbe forse essere un’affermazione di volontà» (La mia anima è musicale, p. 76). «Tutto il romanzo è permeato dalla musica e da continui riferimenti a Chopin» (ivi, p. 93). Cammarota, Futurismo, 68.17; La mia anima è musicale (cat. della mostra Milano 2004), p. 92

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