La canaglia felice. Romanzo milanese
La canaglia felice. Romanzo milanese
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1885
- Luogo di stampa
- Roma,
- Autore
- Arrighi, Cletto [Carlo Righetti]
- Pagine
- pp. [4] 343 [1].
- Editori
- Stabilimento Tipografico Italiano diretto da L. Perelli,
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Prima edizione.
- Soggetto
- Narrativa Italiana dell' 800
- Descrizione
- brossura originale conservata in legatura moderna in mezza pelle con angoli, piatti marmorizzati, nervi, fregi e titoli oro al dorso,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione.Esemplare più che buono (parziale fenditura della cerniera esterena superiore, ma ben saldo, restauro a p. 81), all’interno molto fresco; timbretto «Giuseppe Galli librajo» alla copertina.Presentato nell’introduzione come un’appendice della Scapigliatura e il 6 febbraio (anche per motivi pubblicitari: qualche anno prima il romanzo era stato ristampato proprio da Luigi Perelli), La canaglia felice è considerato dalla critica come una delle opere migliori di Arrighi, «quella che realmente corrisponde alle intenzioni dell’autore di essere rappresentativa di un certo mondo» (Della Bianca, Cletto Arrighi romanziere scapigliato, p. 186). -- Giunto al termine di una ricerca “sul campo” condotta nel Verziere (lo dichiara lo stesso Arrighi nel Ventre di Milano; e non può che tornare alla mente Carlo Porta che passeggia al mercato, traendo ispirazione per i suoi versi), La canaglia felice sancisce una saldatura, nelle opere precedenti solo accennata, tra il mondo dei popolani, della borghesia cittadina e della nobiltà, con l’intrecciarsi di relazioni amorose che coinvolgono trasversalmente personaggi delle varie classi sociali. -- Ed è nell’«adesione aperta al verismo», combinata con «maturi esiti linguistici», che si rileva la maggiore innovazione del romanzo: «in una temperie culturale avvolta dalla retorica memorativa e surrogatoria dei miti risorgimentali, quella sua attenzione al “color locale”, che in termini più generici è attenzione al proprio tempo e al proprio luogo storicamente e geograficamente circoscritti, suona come un preciso ammonimento contro i pericoli dell’astrazione artistica» (Farinelli,La scapigliatura, p. 121). -- Non comune, nell’Opac Sbn se ne riscontrano solo otto esemplari.Parenti, Rarità, III, pp. 172-4. Della Bianca, «Cletto Arrighi romanziere scapigliato», pp. 183-6; Farinelli, pp. 120-1.