L'unico e la sua proprietà.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1979
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Stirner Max.
- Editori
- Adelphi
- Stato di conservazione
- Molto buono
- Condizioni
- Usato
Descrizione
423 p. ; 22 x 14 cm. Biblioteca Adelphi, 91. La censura prussiana giudicò questo libro «troppo assurdo per essere pericoloso». Marx e Engels, invece, lo considerarono sufficientemente pericoloso per dedicargli più di trecento pagine persecutorie della Ideologia tedesca. Nietzsche non lo nominò mai, ma confessò a un’amica di temere che un giorno lo avrebbero accusato di aver plagiato Stirner. Da più di un secolo le storie della filosofia lo definiscono «famigerato». In breve: L’unico è l’opera più scandalosa e inaccettabile della filosofia moderna.Quando apparve, a Berlino, nel 1844, suscitò per alcuni mesi reazioni febbrili e appassionate, soprattutto nell’ambiente del radicalismo di sinistra, da cui nasceva, fra quei discendenti di Hegel che si apprestavano a diventare sovvertitori dell’ordine. Poi seguì un lungo silenzio. Infine una riscoperta vorace, negli ultimi anni dell’Ottocento, quando Stirner apparve da una parte come precursore di Nietzsche e dall’altra come profeta dell’anarchismo individualista. Ma anche se Stirner ha avuto una grande influenza sotterranea, che ha agito sui personaggi più disparati, da Dostoevskij a Traven, il mondo della cultura ufficiale lo ha sempre evitato. Non era chiaro se Stirner fosse da considerare un filosofo, un pazzo o un criminale. Ma nell’Unico queste voci parlano insieme, e questa irrevocabile, beffarda confusione dei soggetti e dei livelli è la prima peculiarità del libro. Titolo originale dell'opera: «Der Einzige und sein Eigentum». Traduzione di Leonardo Amoroso. Con un saggio di Roberto Calasso. Brossura editoriale, coperta illustrata a colori in cartoncino flessibile con alette. Codice libreria 9673.