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L'«Orlando furioso», l'Italia (e i turchi). Note su identità, alterità, conflitti

Libri antichi e moderni
Matteo Di Gesù
Quodlibet, 2020
9,50 € 10,00 €
(Macerata, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2020
  • ISBN
  • 9788822905192
  • Autore
  • Matteo Di Gesù
  • Pagine
  • 96
  • Collana
  • Elements
  • Editori
  • Quodlibet
  • Formato
  • 240×120×10
  • Soggetto
  • Ariosto, Ludovico, Impero ottomano, Studi letterari: 1400–1600 ca., Studi letterari: poesia e poeti, Storia d’Europa: Rinascimento, Italiano, Italia, Impero Ottomano, XV secolo, 1400–1499
  • Stato di conservazione
  • Nuovo
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Brossura
  • Condizioni
  • Nuovo

Descrizione

Poema della crisi del Rinascimento, l’Orlando furioso risente delle vicende tumultuose e drammatiche dell’epoca in cui venne composto, licenziato ed emendato: la catastrofe degli Stati italiani e la fine della loro indipendenza, lo scontro con la potenza ottomana e la sua cultura. È risaputo che un persistente motivo di inquietudine trascorra le ottave dell’Orlando furioso, pur senza venire apertamente tematizzato; il “poema della crisi del Rinascimento”, infatti, risente delle vicende tumultuose e drammatiche dell’epoca in cui venne composto, licenziato ed emendato: la catastrofe degli stati italiani e la fine della loro indipendenza. Ma persino la rappresentazione del musulmano, quand’anche complessa e articolata, non è affatto pretestuosa, quasi fosse nient’altro che un mero espediente narrativo avulso dal contesto storico e dalla realtà politica del proprio tempo: rimanda, piuttosto, alla minaccia della penetrazione ottomana in Europa e al concretissimo conflitto che si andava prospettando. Nel capolavoro ariostesco, dunque, le topiche sull’Italia e le rappresentazioni dell’alterità turca e musulmana, pur aderendo entrambe alle forme, ai modi, alle retoriche e ai modelli previsti dagli statuti letterari del classicismo civile, rivelano le implicazioni dell’opera con la storia, i conflitti, gli scontri di potere e di civiltà del proprio tempo e sembrano dar voce a una sorta di inconscio politico collettivo. In questo saggio si prova ad abbozzare qualche ulteriore percorso di lettura e ad aggiungere qualche notazione interpretativa a quanto già acquisito dalla critica, la quale ha ormai da tempo messo in discussione la proverbiale armonia ariostesca, insistendo sugli aspetti contraddittori e conflittuali del poema.

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