Lombra di Dio
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1984
- Autore
- Giuseppe Prezzolini
- Pagine
- 252
- Editori
- Rusconi
- Soggetto
- letteratura
- Descrizione
- rilegato con sovraccoperta
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
Descrizione
Prima edizione; formato 14x22 - NUOVO All'inizio del 1982 - cadeva in quei giorni il suo centesimo compleanno - Giuseppe Prezzolini così scriveva a Margherita Marchione: ' Cara sorellina, io voglio pubblicare un libro di articoli già usciti e di capitoli nuovi sulle tracce del Dio è un rischio che continua a essere richiesto dai lettori. Se fosse possibile per te di avere il permesso di seguire il mio lavoro e portarvi luce di quando in quando, ciò faciliterebbe il compimento del volume che sarà probabilmente l'ultimo della mia vita ». Era il progetto di L'ombra di Dio, il libro al quale in quei giorni Prezzolini cominciava a lavorare, disegnandone l'impianto, raccogliendo e ordinando i materiali, e al quale continuerà a lavorare fino agli ultimi suoi giorni, con l'affettuoso aiuto e l'intelligente cooperazione di Margherita Marchione, che ne ha poi curato l'ultima messa a punto. Il libro raccoglie i documenti - saggi, articoli, lettere, appunti o' della ricerca di Prezzolini sul problema religioso in un lungo arco di tempo, dal 1900 al 1982. Esso è la straordinaria testimonianza di una meditazione continua, incessante, sorretta da un'autentica ansia di verità e accompagnata dalla convinzione che non avrebbe mai avuto una fine, un esito positivo: solo il Caso poteva darle compimento, e il Caso - ammoniva Prezzolini -è irragionevole e gratuito e non deve essere invocato. In queste pagine, dense di risvolti autobiografici, si rispecchiano per intero la ricca e complessa personalità di Prezzolini, il rigore e la coerenza intellettuali, la fiducia nei valori umani e la sua stessa umanità, l'intima inquietudine spirituale unita alla lucida consapevolezza della irrimediabile solitudine della sua coscienza. ' Eccomi solo, » egli confessava in quegli stessi giorni d'inizio del 1982 ' disperato, senza verità, costretto a riconoscere le cose proprio e soltanto per quelle che sono, prive di un significato, di un valore, di un mistero. »