L'imperatore timido
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1963
- Luogo di stampa
- Torino
- Autore
- Terzi Lodovico
- Pagine
- pp. 153
- Editori
- Einaudi
- Formato
- cm 19,5 x 12,5
- Soggetto
- narrativa italiana, letteratura italiana, romanzi, Cina, prima edizione
- Descrizione
- cart. edit. in tela con sovraccoperta
- Sovracoperta
- True
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Rilegato
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
Stato di conservazione: OTTIMO. I edizione. Collana: I coralli.
Lodovico Terzi affronta in questo libro un genere oggi poco frequentato: il conte philosophique alla maniera del Settecento. Ma se ai tempi di Voltaire la favola veniva organizzata con la logica paradossale d'una tesi filosofica da demolire o da dimostrare per assurdo, ai tempi di Terzi e nostri è la psicologia che dà la forma al mondo, e lo scrittore favoloso non cerca di dimostrare o controdimostrare nessuna tesi quanto di esprimere la somma dei propri sgomenti esistenziali e sociali. La Cina in cui il protagonista arriva naufrago verso la metà del XVII secolo è un continente psicologico: un impero che si regge sulla timidezza. I gesti e le azioni, in questa Cina, non hanno mai un significato univoco, ma si prestano a interpretazioni diverse a seconda della sensibilità delle persone. Il linguaggio, poi, è talmente ricco di sfumature che ogni parola ha innumerevoli e contrastanti significati, a seconda delle intonazioni, delle smorfie e dei gesti con cui viene pronunciata, e pure a seconda della personalità del pronunciante. Terzi sviluppa una contrapposizione tra linguaggio e gergo, fra idealità e convenzione del gusto, o, se si vuole, fra azione viva e psicologia, che costituisce il nucleo poetico e ideale del libro, che pare continuamente alludere, senza mai riferirvisi in modo preciso, a una vasta area della cultura contemporanea, dalla semantica alla teoria dell’informazione.
(dal risvolto di copertina)