L'IDENTITÀ. L'ALTRO COME COSCIENZA DI SÉ
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2005
- ISBN
- 9788860080226
- Luogo di stampa
- TORINO
- Autore
- Claudio Fasola
- Volumi
- 1
- Collana
- UTET Libreria
- Editori
- UTET
- Formato
- 23 cm
- Soggetto
- Psicologia dell'educazione, Educazione e Formazione, Post-modernismo, Fenomenologia, Epistemologia, Interazione sociale, Teorie, Identità personale, Conoscenza
- Descrizione
- BROSSURA
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Prima edizione
- True
Descrizione
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO.
L'identità di una persona è tutt'altro che monolitica e data una volta per sempre. Ognuno di noi, viceversa, costruisce e ricostruisce la propria identità attraverso il suo personale vissuto quotidiano, cercando di tenere insieme ciò che spesso insieme non ci vuole stare. Il libro di Claudio Fasola esplora l'identità personale e consente di frugare in particolari nicchie
della vita e dell'esperienza umana.
Informazioni bibliografiche
Titolo: L'identità. L'altro come coscienza di sé
Autore: Claudio Fasola
Editore: Torino: UTET Libreria, 2005
ISBN: 8860080223, 9788860080226
Lunghezza: 323 pagine; 24 cm
Soggetti: Psicologia dell'educazione, Saggi, Educazione e Formazione, Post-modernismo, Fenomenologia, Epistemologia, Interazione sociale, Teorie, Identità personale, Conoscenza, Manuali, Ermeneutica, Ricerca, Contesti, Ruoli, Aspetto di sé, Immagine, Transessuali, Transgender, Droga, Rappresentazione, Tossicofilia, Scienze sociali, Dati, Gruppi, Risultati, Minori,
Autoconsapevolezza, Romanzo, Novecento, Frammentazione, Cinema, Arte, Claudio Fasola, Narrazione, Etica, Pirandello, Svevo, Zeitromane, Sessuologia, Clinica
«Circa trenta anni fa – racconta Alessandro Salvini nella presentazione al libro – incontrai per motivi professionali
una giovane insegnante elementare che, vinto il concorso magistrale, si era trasferita dall'Umbria nel basso Lazio, in una piccola città sul mare. Forse per vincere la noia ripetitiva delle giornate e del niente all'orizzonte, Valeria si era inventata altre due occupazioni e due identità. Non solo la maestra brava e sorridente della mattina, ma anche Elisa, la vivace rappresentante di cosmetici che poi diventava, il sabato e la domenica sera, la castigata entraîneuse di un noto locale notturno sulla costa, dove suonava il piano e intratteneva i clienti. Locale in cui, misteriosa e affascinante, in omaggio alla mitologia dei luoghi, le era stato dato il nome d’arte di Circe. «All'inizio un’unica immagine di sé a cui concedeva la recita di due identità accessorie: vite e impegni che Valeria teneva comunque nascosti e accuratamente separati, tanto da sviluppare la sindrome tipica dell’agente segreto, del falsario o del truffatore: un misto di segretezza sospettosa, di solitudine e di euforica incertezza. Il gioco iniziato per noia, per il gusto della simulazione, per raccontarsi in modo diverso, per eludere i condizionamenti della piccola città, e chissà per quali altri motivi, aveva finito, per generare con il tempo tre scenari separati e altrettante versioni di sé, ignote anche alle persone a lei più vicine». Un esempio che esplicita chiaramente come l’identità di una persona sia tutt'altro che monolitica e data una volta per sempre.