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L’aeroporto. Romanzo

Libri antichi e moderni
Scurto, Ignazio (Copertina Dell’Aeropittrice Barbara)
“La Prora” (Stab. Tip. E. Cattaneo, Novara),, 1939
2000,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1939
  • Luogo di stampa
  • Milano,
  • Autore
  • Scurto, Ignazio (Copertina Dell’Aeropittrice Barbara)
  • Pagine
  • pp. 250 [2].
  • Editori
  • “La Prora” (Stab. Tip. E. Cattaneo, Novara),
  • Formato
  • in 16°,
  • Edizione
  • Edizione originale.
  • Soggetto
  • Futurismo Narrativa Italiana del '900
  • Descrizione
  • brossura stampata in blu ai piatti e al dorso; in copertina riproduzione in scala di grigio dell’aeropittura di Barbara «L’aeroporto abbranca l’aeroplano» (1938);
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

LIBRO Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco, pulito e squadrato: molto raro a trovarsi in queste condizioni. Rarissimo romanzo del futurista Scurto, probabilmente il suo capolavoro narrativo e libro-simbolo della tarda stagione dell’aerofuturismo anche grazie alla bella copertina dominata da un’aeropittura della compagna dell’autore, Olga Biglieri alias «Barbara aviatrice futurista»: si tratta di «L’aeroporto abbranca l’aeroplano», un grande olio (80 x 120 cm) esposto alla Biennale di Venezia l’anno precedente. E proprio l’aeropittrice si scorge in filigrana del personaggio più interessante del romanzo, l’aviatrice Tulliola, il perno attorno al quale si sviluppa tutta la vicenda: per amore di lei il giornalista e poeta Michele — alter ego dell’autore — diverrà un aviatore provetto sino a confrontarla in un circuito aeronautico nei cieli d’Italia; ne uscirà vincitrice proprio la donna, che scoprirà però di essersi perdutamente innamorata di quel poeta trasformato in aviatore, scomparso durante la gara, e tornerà nei cieli per salvarlo. L’«Aeroporto» si configura anche e soprattutto un sincero tributo dell’autore alla donna della sua vita. -- La prefazione/collaudo di Marinetti, tra le altre cose, mette l’opera di Scurto in relazione ideale con una recente esposizione futurista alla Quadriennale di Roma, dove gli intenti documentari e propagandistici dell’aeropittura avevano ormai sopravanzato le tendenze astratte e surrealiste dominanti, invece, nella prima metà dell’ultimo decennio del futurismo. Il libro fu premiato al concorso letterario aeronautico indetto entro la cornice della Fiera di Padova e presieduto, guarda caso, proprio da Marinetti, che giudicò il romanzo degno di condividere il primo posto a pari merito con «Il libro del volo» di Giuseppe Lo Duca e «Aria madre» di Castrense Civello (notizia riscontrata su «L’Ala d’italia» del luglio 1939, p. 79). Cammarota, Futurismo, 433.7

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