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Italia Nostra. Settimanale del Gruppo Pro Italia Nostra

Libri antichi e moderni
[Gruppo «Pro Italia Nostra» - Direttore Responsabile Ettore Marc, Hionni]
Gruppo «Pro Italia Nostra» (Officina Poligrafica Italiana),, 1914-1915
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1914-1915
  • Luogo di stampa
  • Roma,
  • Autore
  • [Gruppo «Pro Italia Nostra» - Direttore Responsabile Ettore Marc, Hionni]
  • Pagine
  • pp. 4.
  • Editori
  • Gruppo «Pro Italia Nostra» (Officina Poligrafica Italiana),
  • Formato
  • 57 x 40 cm,
  • Edizione
  • Edizione originale.
  • Soggetto
  • Storia Politica
  • Descrizione
  • giornale autocopertinato,
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

PERIODICO Edizione originale. Tutto il pubblicato dal 6 dicembre 1914 al 6 giugno 1915 (23 numeri) rilegato in mezza pelle con angoli e piatti con motivo geometrico. Fascicoli in ottimo stato, privi di particolari difetti da segnalare. Rarissimo. Settimanale del gruppo «Pro Italia Nostra» pubblicato dal 6 dicembre 1914 al 6 giugno 1915. Fondato e diretto dal professore di Letteratura francese all’Università La Sapienza Cesare De Lollis e sostenuto, tra i tanti membri del panorama culturale e politico italiano (Giustino Fortunato, Luigi Salvatorelli, Mario Vinciguerra, ecc.), anche da Benedetto Croce, il gruppo rappresentava gli intellettuali neutralisti scesi in campo allo scoppio del primo conflitto mondiale per contrastare i letterati e gli artisti interventisti, riuniti in particolare intorno a «Lacerba» che, dalle sue pagine, non mancò di indirizzare parole cariche di disprezzo nei confronti di quanti - a partire proprio dal filosofo e senatore del Regno abruzzese - predicavano neutralità. Accusato di essere composto da traditori al soldo della Germania, il gruppo utilizzò le quattro pagine settimanali di «Italia Nostra» per difendere e divulgare le proprie ragioni, scrivendo nel numero di apertura: «Quelli che vogliono la guerra a fianco della Triplice Intesa, e fuori di questa non vedono né vogliono vedere altra possibilità, mirano agli interessi del proprio partito, non a quelli della nazione [.] Noi non siamo né per le potenze centrali né per quelle della Triplice Intesa: non siamo, anzi, a priori, né per la pace né per la guerra. Siamo per il nostro paese, “pro Italia nostra”. [.] E ben venga la guerra contro chicchessia, quando però l’interesse della nazione lo richieda».

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