IPAZIA, la prima martire della libertà di pensiero
IPAZIA, la prima martire della libertà di pensiero
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1914
- Luogo di stampa
- Roma
- Autore
- Agabiti Augusto
- Editori
- Enrico Voghera Editore
- Soggetto
- PESARO TEOSOFIA PENSIERO TEOSOFICO VIVISEZIONE TEOSOFIA, LIBERALISMO PENSIERO LIBERALE TEOSOFICA
- Lingue
- Italiano
Descrizione
14,3x7,5 cm; 102, (10) pp. Brossura editoriale con titolo in rosso e nero al piatto anteriore (qualche piccola macchiolina di foxing al piatto anteriore e una piccolissima mancanza al margine basso bianco del dorso). Varie tavole illustrate a piena pagina nel testo. Prima non comune edizione di questo scritto del noto studioso e teosofo originario di Pesaro, Augusto Agabiti. Fu tra le menti più progressiste e liberali dell'Italia degli inizi del XX° secolo. Alla sua opera si devono ad esempio le leggi sulla limitazione della Vivisezione degli animali e quella contrastante la piaga dell'alcolismo. Nel clima culturale dei primi anni del secolo, nei quali era forte un'impronta spiritualistica, coltivò interessi teosofici: nel 1904 l'Agabiti incontrò Decio e Olga Calvari, cultori della teosofia della Blavatskij, e con loro fece parte della Società Teosofica, fondata ad Adyar da Henry Steel Olcott e da Annie Besant, dalla quale si allontanò nel 1910 per aderire alla Lega Teosofica Indipendente, fondata lanno prima a Benares. Collaboratore dal 1907 della rivista «Ultra», ne fu anche il direttore dal 1914. In "Ipazia" l'autore analizza la figura della grande filosofa greca Ipazia considerata come la prima donna martire della libertà di pensiero. Prima rara edizione.