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Inno a Garibaldi (Inno di guerra dei cacciatori delle Alpi). «Si scopron le tombe si levano i morti».

Libri antichi e moderni
[Olivieri Alessio] - Mercatini Luigi - Truzzi, Luigi.
R. Stabilimento Naz. Tito di Gio. Ricordi,, 1861
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1861
  • Luogo di stampa
  • Milano,
  • Autore
  • [Olivieri Alessio] - Mercatini Luigi - Truzzi, Luigi.
  • Pagine
  • pp. 6.
  • Editori
  • R. Stabilimento Naz. Tito di Gio. Ricordi,
  • Formato
  • in 4°,
  • Soggetto
  • Garibaldi e Risorgimento
  • Descrizione
  • brossura originale color rosa con titoli a stampa,

Descrizione

EPHEMERA Numero di lastra 31407. Bel frontespizio in ricca cornice figurata. Eseguito dalla Banda della Guardia Nazionale al Regio Teatro della Scala. Trascrizione per pianofrte e canto o pianoforte solo di Luigi Truzzi. L’Inno di Garibaldi, noto in origine come Canzone italiana, è uno dei più famosi inni patriottici del Risorgimento. Venne eseguito per la prima volta a Genova il 31 dicembre 1858 in casa di un amico di Garibaldi, il conte Gabriele Camozzi allo Zerbino, alla presenza di Nino Bixio e dei fratelli Bronzetti. Il testo fu richiesto dallo stesso Garibaldi a Luigi Mercantini. L’autore della musica, Alessio Olivieri, fu capo-musica nel 2° Reggimento Brigata Savoia. Il 25 aprile 1859 l’inno venne cantato la prima volta in pubblico da volontari di Garibaldi: piacque, ma non ebbe immediata diffusione. Solo con la campagna del 1860 ottenne grande popolarità. In origine l’inno terminava con l’ultimo verso dell’ottava strofa Son tutte una sola le cento città. Dopo la conquista della Sicilia, Mercantini aggiunse le strofe successive. Tracce d’usura alla copertina ma complessivamente esemplare davvero buono.

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