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Il sogno di Rosetta. Episodio di Giovanni Pascoli musicato da Carlo Mussinelli

Libri antichi e moderni
Pascoli, Giovanni
Tipografia Alberto Marchi,, 1901
500,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1901
  • Luogo di stampa
  • Lucca,
  • Autore
  • Pascoli, Giovanni
  • Pagine
  • pp. [2] 14.
  • Editori
  • Tipografia Alberto Marchi,
  • Formato
  • in 8°,
  • Edizione
  • Edizione originale.
  • Soggetto
  • Poesia Italiana dell' 800
  • Descrizione
  • brossura originale legata a punto metallico, titoli in rosso e in nero con decorazioni tipografiche, prezzo in nero al piatto posteriore,
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

LIBRO Edizione originale. Leggero foxing alla brossura, nel complesso bell’esemplare in barbe. Rappresentato a Barga nello stesso 1901, il Sogno di Rosetta, fu l’unica opera di Pascoli ad essere accettata da un compositore: «A Pascoli sembrava assurdo che nelle opere liriche il testo consistesse, come diceva lui, in ‘puri fattacci di cronaca’. Per lui un’opera lirica doveva basarsi su un testo poetico. Per di più, doveva essere il testo a modellare la musica, e non viceversa. Si capisce bene, allora, come con simili idee bussasse inutilmente alla porta di compositori come Puccini, Mascagni, Leoncavallo e altri contemporanei» (Ruggio, Giovanni Pascoli, p. 203). Dopo moltii tentativi, riuscì ad ottenere che «Il sogno di Rosetta» (poi confluito in «Odi e Inni») fosse musicato dal compositore spezzino Carlo Mussinelli. Appena ventenne e cieco dall’età di tre anni, Mussinelli fece trascrivere il melodramma in caratteri braille e decise di accettare l’impresa, nonostante non apprezzasse il testo e solo per sfruttare la notorietà del Pascoli a suo favore. L’opera venne messa in scena la sera del 14 agosto e nei due giorni successivi, ottenendo un buon successo di pubblico e critica. Vennero organizzate poi rappresentazioni a Genova, La Spezia e Pisa, ma quando si tentò di mettere in scena il melodramma a Milano, in una delle vetrine più importanti d’Italia, il progetto naufragò miseramente: «Riteniamo che di quest’opera non valga la pena interessarsi», scrivevano gli editori Ricordi e Sonzogno (Ruggio, Giovanni Pascoli, p. 205). Si chiudeva così, con un successo fugace seguito da una cocente delusione, il sogno di Pascoli di scrivere poesia per musica. Raro, solo quattro copie in Iccu. Gian Luigi Ruggio, «Giovanni Pascoli. Tutto il racconto della vita tormentata di un grande poeta; in appendice un’ampia antologia dei suoi versi migliori», Milano, Simonelli, 1998. Gambetti - Vezzosi, «Rarità bibliografiche», p. 643.

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