Il sangue di Giuditta. Antisemitismo e voci ebraiche nell'Italia di met‡ Ottocento
Il sangue di Giuditta. Antisemitismo e voci ebraiche nell'Italia di met‡ Ottocento
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Dettagli
- Autore
- D'Antonio, Emanuele
- Editori
- Carocci (26 novembre 2020)
- Soggetto
- Judaica Ebraica Hebrews
- Descrizione
- S
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Legatura
- Brossura
- Copia autografata
- False
- Prima edizione
- False
Descrizione
8vo, br. ed. 160pp. Badia nel Polesine, 25 giugno 1855. Sparita per alcuni giorni, la giovane villica Giuditta Castilliero ricompare ferita: gli ìebreiî líavevano rapita e salassata ma un fortunato accidente, forse un miracolo, aveva impedito la sua immolazione. La storia del tentato omicidio rituale alimentÚ uníondata di sdegno nella comunit‡ locale. I pubblici poteri, avallandola, procedettero allíarresto di un membro della fantomatica congrega, líuomo díaffari Caliman Ravenna. Subito il caso produsse echi allarmanti nella sfera politico-istituzionale, nella societ‡ e nellíopinione pubblica del Lombardo-Veneto asburgico. I nuclei ebraici dellíarea, esposti alle attenzioni ostili degli inquirenti e dei concittadini, precipitarono in una delle pi˘ gravi crisi esperite nellíet‡ dellíemancipazione. Questo episodio, sinora trascurato a livello storiografico, diventa occasione per uníapprofondita analisi dellíantisemitismo in azione e delle risposte dellíebraismo sotto attacco nellíItalia di met‡ Ottocento. Il libro offre la prima ricostruzione del caso di Badia, dal suo inizio alla condanna giudiziaria della promotrice della calunnia del sangue. Il mondo ebraico non ne fu spettatore passivo, ma concorse alla sua soluzione anche allíinsegna della lotta al pregiudizio.