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Il progetto di architettura. Idee, scuole, tendenze all'alba del nuovo millennio

Libri antichi e moderni
Portoghesi, Paolo - Scarano, Rolando (a cura di)
Newton Compton Editori, 2000
9,90 €
(Foligno, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2000
  • ISBN
  • 9788882892944
  • Luogo di stampa
  • Roma
  • Autore
  • Portoghesi, Paolo - Scarano, Rolando (a cura di)
  • Pagine
  • 672
  • Editori
  • Newton Compton Editori
  • Formato
  • cm
  • Soggetto
  • Stato di conservazione
  • Buono
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Rilegato
  • Condizioni
  • Usato

Descrizione

 Brossura editoriale di 667 pagine. Occasionali, precise sottolineature e postille a matita, peraltro buona-ottima copia -- La lettura di questo manuale è quanto di meglio si possa consigliare a chi voglia conoscere l'attualità della cultura architettonica: consente di entrare in contatto con le fonti di questa disciplina e allo stesso tempo con i vari filoni di elaborazione del pensiero dei maestri, dunque con quelle "scuole" simbolo oggi di vitalità e specificità. Il progetto di architettura nasce dai significativi contributi che eminenti architetti e studiosi hanno portato al Convegno romano del CNR promosso dal Gruppo Nazionale Architettura recentemente costituito e disegna una immagine completa dello stato dell'architettura italiana. Lo scenario è vasto e articolato e non ignora nessuna delle tendenze o degli aspetti progettuali che si sono recentemente affermati. Il dibattito verte sulla città del futuro, sul rapporto architettura-natura, sugli strumenti della progettazione, sulle tecniche e i materiali. L'accento è generalmente posto sull'esigenza di adeguare l'elaborazione progettuale da una parte alle nuove possibilità tecniche di portata rivoluzionaria, dall'altra ai nuovi bisogni sociali e culturali. L'esigenza principale rimane quella di rifiutare la rigida suddivisione del sapere architettonico in discipline autonome: sezionata in compartimenti stagni, l'architettura rischia di perdere il suo carattere unitario e la tradizionale flessibilità del suo metodo, diventando lo sterile contenitore di una somma di esperienze non confrontabili; al contrario, proponendosi come disciplina sintetica può diventare un modello permanente del superamento delle dicotomie caratteristiche della cultura post-industriale, quella tradizionale tra cultura tecnica e umanistica e quella più recente tra virtualità e oggettualità. 

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