Il Petrarcha (Canzoniere – Trionfi). 
Il Petrarcha (Canzoniere – Trionfi). 
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1521
- Luogo di stampa
- Tusculano
- Autore
- PETRARCA, Francesco
- Pagine
- pp.
- Editori
- Impresso in Tusculano appresso il Laco Benacense, per Alessand
- Soggetto
- Libri Antichi
- Stato di conservazione
- Buono
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
>in-24, (100x50 mm), ff. 162 (num I- CLXI, (1), iI, il colophon è al verso di T2). Rispetto ad altri esemplari collazionati sono presenti varianti con errori di paginazione ai ff. R5 (num. CXXXII, invece di CXXX) e V5 (num. CLVI invece di CLXI). Di notevole interesse è la legatura coeva in marocchino rosso scuro, con i piatti decorati upside-down: la doratura è identica ma ribaltata e le iniziali S e B sono leggibili in entrambe le direzioni. Il dorso muto è con due nervi e pochi filetti a secco. I piatti sono decorati da un grande fregio floreale al centro e 4 più piccoli agli angoli, da due riquadri di filetti in oro e da ben 10 riquadri a secco; in alto e in basso le due iniziali S e B, che sono impresse upsidedown sul piatto posteriore, tagli cesellati. Sulla sguardia anteriore note a matita del libraio Giuseppe Martini (asta 1934) e nota di possesso di Arturo Tildman, seguito dai versi "Dice mia Donna, e'l suo dir, è il mio cuore / Questa è lingua di cui si vanta Amore." tradotti dalla Canzone di Milton "language in which in which love delights". Il Reverendo Tildman (1792-1868) fu diplomatico a Palermo e Messina intorno al 1850.
Utilizzando un carattere ibrido tra il tondo e il corsivo, da lui disegnato, in uno specchio di stampa di 84 x 39 mm, Paganini introdusse un piccolo formato quasi ignoto prima di allora - in 24° - stampando in formato in-ottavo su un foglio tagliato in tre parti con un carattere di 2,4 mm per linea, che rendeva necessario l'uso di lenti e pinzette per la composizione tipografica. Elemento distintivo (e vincente) di questi editori furono senz'altro le loro collane di pubblicazioni con caratteristiche editoriali unitarie: Petrarca era stato l'autore con cui nell'aprile del 1515 il Paganini aveva scelto di inaugurare a Venezia la propria collezione in “picciola formetta di novo e bellissimo carattere di letere, le quali alla penna assomigliano”. Il Canzoniere era un classico amato dalle dame colte e alcune, come l'Eleonora di Toledo ritratta dal Bronzino, vollero farsi ritrarre con il leggiadro petrarchino fra le dita. Secondo Angela Nuovo “La collezione in ventiquattresimo è uno dei nodi dell'editoria di Alessandro: le è affidato un programma preciso e coerente… converrà tenere presente le invenzioni e gli spunti fecondissimi di Aldo e da questi ricostruire un disegno che, con mira più modesta, tempestivamente rispondeva alle nuove esigenze dei lettori, e quindi anche all'innegabile ridimensionamento della grande scuola umanistica italiana". Dopo alcuni esperimenti di stampa a Salò, nel 1517 si trasferì a Toscolano e sulle rive del Garda pubblicò ancora una decina di edizioncine e, proprio nella dedica a Isabella Gonzaga modificata per il Petrarca del 1521, specificò che «con ogni ingegno mio, ogni sapere operando, credo haver migliorato di sorte che senza ammenda e con più vaghezza dell'opera leggere si potrà». Luigi Balsamo aveva esaltato l'elevato sperimentalismo di Alessandro e questo minuscolo carattere da molti definito 'bizzarro'. Paganino ebbe un'enorme richiesta per il Petrarchino e ne fece un'alta tiratura, ma i volumi di picciola formetta furono letteralmente consumati dai lettori. La rarità delle copie rimaste fa sì che sia censita in sole 5 biblioteche italiane e non sia posseduta dalla BNF. In fine sono posti gli indici e alcuni versi di Cino da Pistoia, Cavalcanti e Dante.
Volume veramente fuori dall'ordinario, probabilmente rilegato come dono a una gentildonna. Si conoscono esempi di legature “dos-à-dos” oppure denominate “tête-bêche”, che però presuppongono l'unione di due testi, ruotati di 180 gradi. Non abbiamo reperito rilegature paragonabili a questa, in cui anche le iniziali del proprietario, S e B in questo caso, siano leggibili in entrambe le direzioni. Hortis 42; Bologna 351. Fiske/Fowler, 91. Marsand, 349. Ley, f. 118. Angela Nuovo, La parte veneziana della collezione in 24esimo di A. Paganino p. 37-62 e 81-106 "In questa innovativa veste, stampò alcuni testi fondame