Il novitiato del maestro di casa. Nel quale si dà notitia particolare di tutte le cose necessarie per essercitare convenientemente quest'offitio nella corte di Roma. Con una instruttione generale, per conoscer le qualità della roba, fuggir le fraudi, e far le provisioni con vantaggio co' loro prezzi. Vi si Mostrano in oltre da misurare fabbriche, e diverse prattiche d'Agricoltura, e particolarmente per fare diverse sorti di Vini, e conservarli . Utili si a Principi, come ad ogni altra qualità di persone private per il buon governo delle lor Case
Il novitiato del maestro di casa. Nel quale si dà notitia particolare di tutte le cose necessarie per essercitare convenientemente quest'offitio nella corte di Roma. Con una instruttione generale, per conoscer le qualità della roba, fuggir le fraudi, e far le provisioni con vantaggio co' loro prezzi. Vi si Mostrano in oltre da misurare fabbriche, e diverse prattiche d'Agricoltura, e particolarmente per fare diverse sorti di Vini, e conservarli . Utili si a Principi, come ad ogni altra qualità di persone private per il buon governo delle lor Case
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1636
- Luogo di stampa
- Roma,
- Autore
- Adami, Antonio
- Pagine
- pp 252 [4 con indice]. Frontespizio in rosso e nero con stemma del cardinale Antonio Barberino cui l'opera è dedicata.
- Editori
- Appresso Pier'Antonio Facciotti,
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Prima edizione.
- Soggetto
- Gastronomia e Agricoltura
- Descrizione
- piena pergamena antica,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione.Esemplare più che buono (antico restauro alla testa della pergamena, un alone al frontespizio e, molto più piccolo, alle due pagine successive, segni d’attenzione di mano antica alle cc. 211-3), complessivamente fresco. Importantissimo trattato che occupa un posto d’onore nella prestigiosa tradizione di testi dedicati alla cucina e alla gestione delle case signorili fioriti nel XVII secolo, accanto ai celebri Frugoli, Lancellotti, Liberati, Giegher, Latini. -- «Don Antonio Adami dalla Roccastrada tenne l’incarico di maestro di casa presso il “cardinale di S. Honofrio, e penitentiero maggiore” Antonio Barberino, alla corte romana di Urbano VIII, dopo aver acquisito esperienza presso molti importanti prelati della città (come il cardinal Lanti), come lo stesso autore riferisce in copertina e nelle dediche che introducono l’opera. Il maestro di casa era il più importante ‘impiegato’ del signore e, dove non era presente il ‘computista’ - vale a dire un vero e proprio economo e tesoriere - egli sovraintendeva all’amministrazione domestica, dando gli indirizzi anche alle altre importanti figure professionali, come il credenziere e il trinciante, o scalco, che pure disponevano per le spese che li riguardavano, ma con le indicazioni e i limiti imposti dal suddetto» («La Vigna Pubblicazione trimestrale della biblioteca internazione “La Vigna”», anno 7, n. 27, 2014, p. 86).Henssler, p. 7; Vicaire, 746; B.IN.G., 10; Olschki, Choix, XI, 16289; Graesse, VII, p. 9.