Il Capitano Tremalaterra. Romanzo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1910
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Bechi Giulio
- Editori
- Fratelli Treves
- Soggetto
- Letteratura italiana del '900, Letteratura umoristica, Colonialismo italiano
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-16°, pp. 212, IV di giudizi della stampa su opere del Bechi, brossura editoriale illustrata a colori (l'illustratore si firma 'L. B.') con il protagonista del romanzo affiancato da due dame, una europea ed una africana, elegantemente abbigliate. Il titolo a stampa è stilizzato in modo che il nome 'Tremalaterra' è composto con caratteri tremolanti, come se fosse scosso da un terremoto. In barbe, in buono stato. Prima edizione (secondo migliaio) di questo romanzo umoristico il cui protagonista è in parte ispirato all'immortale personaggio di Daudet Tartarino di Tarascona. Vengono satireggiati i costumi dei militari di carriera dell'Italia del tempo e le stesse velleità colonialiste italiane, con il progetto, dall'esito grottesco, di una nostra espansione in Abissinia. Il Bechi (Firenze, 1870-in combattimento a Gorizia, 1917) era stato egli stesso un militare e aveva partecipato alle operazioni militari italiane in Eritrea ed alla guerra di Libia. 'Inviato in Africa nell'anno, 1895, visse gli ultimi due anni dell'infelice campagna coloniale. il Bechi continuò a credere nella grandezza della missione del soldato e volle persistere nella carriera di ufficiale. Alle piccinerie e alle meschinità della caserma reagì dapprima solo sul piano dell'humour, descrivendo, in operette giocose di scarso impegno episodi di vita militare. Ma presto le difficoltà incontrate nel chiuso, ambiente militare lo indussero a dedicarsi tutto alla sua opera di scrittore, col fervore e l'entusiasmo di chi concepiva anche la letteratura come 'milizia'. Chiesta un'aspettativa, tracciò il piano di un'ambiziosa trilogia, che doveva descrivere e sostenere l'opera di quei pochi 'apostoli' dell'ideale che soli avrebbero potuto condurre 'Verso una più grande Italia'. Di questi anni è anche Il capitano Tremalaterra (ibid. 1910) dove al medesimo intento morale porge migliori occasioni la satira di un certo militarismo africanista.' (Pino Fasano in D.B.I., VII).