IL CANNOCCHIALE ARISTOTELICO, O SIA, IDEA DELL’ARGUTA, ET INGEGNOSA ELOCUTIONE CHE SERVE ALL’ARTE ORATORIA, LAPIDARIA ET SIMBOLICA. Esaminata con principii del Divino Aristotele dal Conte D. Emanuele Tesauro. Accresciuta dall’autore di due nuovi trattati, cioè de’ concetti predicabili, et degli emblemi. Con un nuovo Indice Alfabetico, oltre a quello delle Materie. IN VENETIA, M. DC. XCVI. Per Gio. Di Pauli.
IL CANNOCCHIALE ARISTOTELICO, O SIA, IDEA DELL’ARGUTA, ET INGEGNOSA ELOCUTIONE CHE SERVE ALL’ARTE ORATORIA, LAPIDARIA ET SIMBOLICA. Esaminata con principii del Divino Aristotele dal Conte D. Emanuele Tesauro. Accresciuta dall’autore di due nuovi trattati, cioè de’ concetti predicabili, et degli emblemi. Con un nuovo Indice Alfabetico, oltre a quello delle Materie. IN VENETIA, M. DC. XCVI. Per Gio. Di Pauli.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1696
- Luogo di stampa
- Venezia
- Autore
- Tesauro, Emanuele (Torino 1592 - 1675)
- Editori
- Di Pauli
- Soggetto
- letteratura italiana, retorica, barocco
- Descrizione
- Discreto esemplare da studio. Sguardie presumibilmente sostituite, gore diffuse, qualche rara annotazione a lapis e matita blu e rossa, firma di proprietà, peraltro complessivamente ben conservato.
Descrizione
Legatura d’epoca in piena pergamena con titoli manoscritti sul dorso, in ottavo cm 22.5 x 17, pp (16) 466, impresa editoriale sul frontespizio e capolettera xilografici. Sguardie presumibilmente sostituite, gore diffuse, qualche rara annotazione a lapis e matita blu e rossa, firma di proprietà, peraltro complessivamente ben conservato. Non comune edizione veneziana del più celebre lavoro di Emanuele Tesauro, trattato di retorica pubblicato originariamente nel 1654 e più volte rielaborato dall’autore. L’opera s’incentra sull’idea della significazione arguta ossia della metafora come strumento d’invenzione e conoscenza. Pietra miliare dell’estetica barocca, «enciclopedia della metafora come strumento conoscitivo e modello interpretativo del reale» e «trattato che spinge alle soglie dell’estetica moderna la dimensione gnoseologica della scrittura letteraria» (Doglio, Storia di Torino IV, 2002), Il Cannocchiale Aristotelico fu particolarmente apprezzato da Umberto Eco, che gli ne mutuò il titolo per un capitolo de «L’isola del giorno prima» in cui introdusse come personaggio l’autore, definendolo altrove «disordinatamente strutturalista». Questa edizione dell’opera include anche i due trattati sulle «argutezze concettose» per la predicazione e sugli emblemi. Praz, Studies in XVII Centrury Imagery, p. 513 (edizioni anteriori); Vinciana, 3729: «Edizione sconosciuta alle principali bibliografie»; Graesse VII, p. 72 cita la ristampa del 1702 per lo stesso editore.