I Russi
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Dettagli
- Autore
- Landolfi Tommaso
- Editori
- Adelphi 2015 Biblioteca Adelphi 644
- Descrizione
- S
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Legatura
- Brossura
- Copia autografata
- False
- Prima edizione
- False
Descrizione
8vo, br. ed. bandelle, 365pp. Nel 1928 Landolfi Ë studente all'Universit‡ di Firenze. Dai corsi ufficiali, perÚ, si tiene "a rispettosa distanza": la sua unica, "beata", occupazione Ë parlare per notti intere di letteratura con gli amici Carlo Bo, Leone Traverso e Renato Poggioli. "LÏ era la nostra universit‡," ricorda "a quella vera non andavamo mai". E grazie a Poggioli che scopre la letteratura russa: e in questa disciplina, che a Firenze allora nessuno professava, si laureer‡ nel 1932 con una tesi sull'opera di Anna Achmatova. Intanto, nel 1930, sono usciti un racconto, Maria Giuseppa, e la recensione al Re Lear delle Steppe di Turgenev: il suo doppio destino - di scrittore e di slavista - Ë segnato. Ma slavista Ë forse il termine meno adatto. Incontrando la letteratura russa, Landolfi incontra in realt‡ una parte di sÈ: e l'"uomo superfluo" - in cui confluiscono senso di estraneit‡, stanchezza spirituale, profondo scetticismo - diventa uno specchio nel quale non cesser‡ di guardarsi. Per non parlare del dualismo morale, dei fantasmi, dell'innocenza russa, di Gogol' e Dostoevskij, che entrano stabilmente fra gli agenti attivi della sua immaginazione, per poi rifluire nella narrativa. Non meraviglia allora che in Russia Landolfi non sia mai andato: quel paese era per lui, e sarebbe rimasto, un'immagine, la matrice di una letteratura consegnata a un "eterno romanticismo", nonchÈ di scrittori irriducibili agli schemi, capaci di ricreare da capo il proprio mondo.