I racconti dei hassidim
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1992
- ISBN
- 9788877464934
- Luogo di stampa
- Parma
- Autore
- Buber, Martin
- Pagine
- 696
- Editori
- Guanda
- Formato
- 22 cm
- Soggetto
- Descrizione
- paperback
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Usato
Descrizione
"Biblioteca della Fenice" - Brossura editoriale con bandelle, 606 pagine. Traduzione di Gabriella Bemporad. Copia eccellente, con tutta evidenza mai letta -- "I racconti dei hassidim", scrive Martin Buber nell'introduzione, vogliono schiudere al lettore una realtà leggendaria. Essa trova forma grazie a uomini appassionati, che in ricordi e appunti hanno fissato ciò che nella loro esaltazione hanno veduto o hanno creduto di vedere: « molte cose che sono avvenute », ma anche « molte cose che avvenute non sono ». Gli uomini di cui si narra in questo grande libro sono gli « zaddikim », parola che di solito viene tradotta con « i giusti » ma che significa « coloro che hanno provato di essere giusti ». Gli uomini che qui raccontano, sono i « hassidim », gli entusiasti, i « fedeli all'alleanza ». Sì, i racconti dei hassidim hanno spesso un carattere leggendario, un alone di fantasia, ma si radicano in un terreno storico e culturale ben preciso. Nato e fiorito nell'Europa orientale, il movimento hassidico, il cui fondatore è riconosciuto nella figura del Baalshemtov (1700-1760), rappresenta un evento nella tradizione religiosa ebraica. I hassidim rispondevano alla frustrazione prodotta dall'attesa messianica, con l'invito ad accettare la vita nelle sue varie manifestazioni. Il loro primo proposito era di suscitare un nuovo entusiasmo, di indirizzare l'uomo a una vita di fervore: di qui appunto il nome che si meritarono. Visioni, estasi, peregrinazioni, insegnamenti, discorsi, piccole e grandi imprese di una fede gioiosa: questi gli aspetti ricorrenti nei racconti dei hassidim, a cominciare dal loro stesso iniziatore. Su questa eccezionale esperienza religiosa e culturale s'innesta il progetto di Buber, che impegnò quarantacinque anni della sua esistenza di studioso e di scrittore nella rielaborazione della leggenda hassidica prima di approdare alla pubblicazione di quest'opera fondamentale: una delle imprese che hanno segnato la cultura europea del '900 e insieme un libro di inesauribile ricchezza narrativa.