I piaceri dell’Immaginazione. Poema inglese del d. Akenside. Trasportato in verso sciolto italiano dall’Abate Angelo Mazza. Con varie annotazioni
I piaceri dell’Immaginazione. Poema inglese del d. Akenside. Trasportato in verso sciolto italiano dall’Abate Angelo Mazza. Con varie annotazioni
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1764
- Luogo di stampa
- In Parigi [ma Padova],
- Autore
- Akenside, Mark [Trad., Adattamento Mazza, Angelo]
- Pagine
- pp. XXIV 133 [1]; frontespizio, capilettera e finalino figurati da Carlo Calcinotto.
- Editori
- s.e.,
- Formato
- in 4°,
- Edizione
- Edizione originale.
- Soggetto
- Letteratura AnticaFilosofia
- Descrizione
- cartonato coevo; al dorso, titoli manoscritti in inchiostro bruno,
- Prima edizione
- True
Descrizione
Edizione originale.Fresco esemplare con barbe; leggere tracce di ossidazione ai margini. Annotazioni al frontespizio di mano seriore ma non recente: accanto all’incisione, «Della libreria Baldigiana» in cartiglio; accanto all’indicazione del falso luogo di stampa (Parigi), «cioè Verona».Poema del medico e letterato inglese Mark Akenside (1721–1770), testo centrale dell’estetica settecentesca sull’immaginazione come facoltà mediatrice tra sensi, intelletto e morale. La versione italiana in versi sciolti è opera dell’abate parmense Angelo Mazza (1741–1817), arcade noto come Armonide Elideo. La traduzione di Mazza va considerata una riscrittura autonoma più che una semplice resa dell’originale: il verso sciolto e il grecizzante apparato di annotazioni riflettono il gusto neoclassico italiano di fine Settecento e inseriscono il poema nel dibattito estetico coevo. Raro.B. Gamba, Serie dei testi di lingua italiana, 2612; G. Morpurgo-Tagliabue, Il Gusto nell’estetica del Settecento, passim.