I Novissimi. Poesie per gli anni ’60 [sessanta]. Con un saggio introduttivo e note a cura di Alfredo Giuliani
I Novissimi. Poesie per gli anni ’60 [sessanta]. Con un saggio introduttivo e note a cura di Alfredo Giuliani
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1961
- Luogo di stampa
- Milano,
- Autore
- Aa. Vv. (Nanni Balestrini, Alfredo Giuliani, Elio Pagliarani, An, Tonio Porta, Edoardo Sanguineti
- Pagine
- pp. [2] XXII 195 [7].
- Collana
- collana «Biblioteca del Verri»,
- Editori
- Rusconi e Paolazzi Editori,
- Formato
- in 8°,
- Curatore
- IntroduzioneAlfredo Giuliani)
- Edizione
- Prima edizione.
- Soggetto
- Poesia Italiana del '900Poesia visiva
- Descrizione
- legatura in tela editoriale con titoli in rosso e nero al piatto anteriore e in rosso al dorso (copertina di Romano Ragazzi, impaginazione di Enrico Bona),
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione.Ottimo esemplare (qualche traccia d’adesione ai piatti, prime e ultime carte fiorite e con parziale brunitura, per il resto pulite), completo della fascetta editoriale integrale.Il documento fondamentale della neoavanguardia, manifesto – come recita la fascetta editoriale – della «voce violenta della nuovissima poesia italiana». Pubblicata nel 1961 da Rusconi e Paolazzi e riedita, in versione accresciuta, nel 1965 da Einaudi, questa antologia giustamente considerata come l’atto di nascita del Gruppo 63 prima della sua fondazione ufficiale conteneva testi, nell’ordine, di Elio Pagliarani, Alfredo Giuliani (curatore del volume e autore dell’introduzione), Edoardo Sanguineti, Nanni Balestrini e Antonio Porta, allora giovanissimi o giovani poeti intenzionati a disturbare e rivoluzionare il campo saturo e ormai paludoso della letteratura del secondo dopoguerra. Come scrive Giuliani nella prefazione: «Il titolo un po’ apocalittico che ci siamo dato è un’invenzione di Sanguineti, che rispondendo a una recente inchiesta sulla poesia parlò, appunto, della “possibile novità ultima a noi storicamente offerta”. Io credo si debba interpretare la “novità” anzitutto come un risoluto allontanamento da quei modi alquanto frusti e spesso gravati di pedagogia i quali perpetuano il cosiddetto Novecento mentre ritengono di rovesciarlo con la meccanica dei “contenuti”. Ciò che molta poesia in questi anni ha finito col proporci non è altro che una forma di neo-crepuscolarismo, una ricaduta nella “realtà matrigna” cui si tenta di sfuggire mediante schemi di un razionalismo parenetico e velleitario, con la sociologia, magari col carduccianesimo. E secondo me, si tratta di un atteggiamento sbagliato per un’operazione dubbia. […] Tra i “nuovi” e i “novissimi” non c’è continuità, anzi rottura. La coerenza sta nell’esser passati “in tempo” dall’esercizio ormai inaridito di uno “stile” alle avventurose ricerche e proposte di una “scrittura” più impersonale e più estensiva. Il famoso “sperimentalismo”» (Giuliani, 1961).A. Giuliani, «introduzione», in «I novissimi. Poesie per gli anni ‘60», Rusconi e Paolazzi, Milano 1961, pp. XIII - XVI;