I canti della sera
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1931
- Autore
- Girardini Emilio
- Editori
- Zanichelli - Bologna
- Formato
- 23x17cm
- Soggetto
- Locale FVG
Descrizione
Seconda edizione accresciuta dei Nuovi canti. Colto autodidatta, fece l'assicuratore ma ebbe una passione intensa per la poesia. Fu traduttore di poeti e saggista e dal 1903 cominciò a pubblicare versi suoi, compresi in diverse raccolte. I canti della sera (1928, edizione accresciuta nel 1931), colpiti, nel 1952, da tagli e ritocchi, scompaginati nella sequenza, si legano in “canzoniere”: vi affluiscono temi e modi (anche metrici) diversi, l’ombra metaforica della sera, la casa dissolta, l’infanzia che restituisce fotogrammi e frammenti di vita, i fenomeni atmosferici. Gesti dimessi, filtrati dalla memoria privata e letteraria: se la «tacita luna» suppone Leopardi, il titolo del testo, Il carrettiere, devia su Pascoli, e a Pascoli rimandano Servetta, Voce misteriosa, Torpore. La lingua accoglie giunture tornite («ederacea torre», «muro ederoso», «nubila notte»), pur se il mondo esteriore, concreto, si sgretola, assumendo «non so che parvenza evanescente ed irreale» (Ermacora). Con la similitudine peraltro a istituire isole di certezza, a imbrigliare la frana: «Vanno i pensieri miei verso la morte: / branco d’agnelli che ritorna pingue / sul vespero a l’ovile e fra le porte / del borgatello suo la sua distingue» (Pace). E, quando lo sconforto sembra travolgere, ultima barriera è la maglia letteraria: «Sentendomi così fuggir la vita / io mi spauro, però che non voglio / ne la quiete perdermi infinita» (Sempre più soli), con intarsio vistoso di leopardismi. In brossura. Pp. 194. Volume intonso.