Hybris. La fabbrica del mostro nell'arte moderna. Omuncoli, giganti e acefali
Hybris. La fabbrica del mostro nell'arte moderna. Omuncoli, giganti e acefali
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2015
- ISBN
- 9788860101525
- Autore
- Jean Clair
- Pagine
- 165
- Collana
- Saggi d'arte (14)
- Editori
- Johan & Levi
- Formato
- 156×232×10
- Soggetto
- Arte-Temi, Mostri, Storia dell’arte, XVII secolo, 1600–1699, XVIII secolo, 1700–1799, XIX secolo, 1800–1899, XX secolo, 1900–1999
- Traduttore
- R. Rizzo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
Un tempo eccezione e curiosità, il mostruoso è diventato un oggetto comune dell'esperienza e ha finito per invadere tutto con le sue forme inquiete e devianti che si allontanano dall'armonia del canone classico. In una sconcertante variazione di prospettiva, la dismisura, la hybris, è diventata la regola. Il precipizio si apre nell'anno 1895: le numerose scoperte e teorie rivoluzionarie che lo caratterizzano - il cinema, la psicoanalisi, le ricerche neurologiche di Penfield e i primi studi sull'isteria, i raggi x - impediscono agli artisti di continuare a rappresentare il corpo così come si è fatto finora. Jean Clair disseziona l'estetica moderna con il suo proliferare di forme mostruose, smisurate, a partire dagli albori con Goya, fino alle inquietudini della pittura simbolista di Redon e alle ibridazioni del Novecento con Mirò, Ernst, Duchamp, Grosz, Picasso, Giacometti, Balthus. Lo fa attraverso tre figure esemplari che si innestano nel tessuto dei secoli diventando tormentati paradigmi: l'omuncolo, deformato e disarticolato; il gigante, che passando per Swift e Voltaire finirà poi per incarnare la follia mortifera della rivoluzione che divora i propri figli; l'acefalo celebrato da Bataille, il cui corpo mutilato è il disturbante figlio della ghigliottina. L'autore ci conduce alla ricerca di uno sguardo sul contemporaneo, raccogliendo l'eredità di un lavoro trentennale.