Historia del concilio Tridentino nella quale si scoprono tutti gl'artificii della Corte di Roma, per impedire che né la verità di dogmi si palesasse, né la riforma del Papato e della Chiesa si trattasse
Historia del concilio Tridentino nella quale si scoprono tutti gl'artificii della Corte di Roma, per impedire che né la verità di dogmi si palesasse, né la riforma del Papato e della Chiesa si trattasse
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1619
- Luogo di stampa
- In Londra,
- Autore
- Soave Polano, Pietro [Pseudonimo Anagrammatico Di Paolo Sarpi Ve, Neto]
- Pagine
- pp. [8] 806 [10] con la «Tavola delle cose più memorabili nella presente historia».
- Editori
- Appresso Giovan. Billio Regio Stampatore [i.e. John Bill],
- Formato
- in folio piccolo,
- Edizione
- Prima edizione.
- Soggetto
- Letteratura Antica
- Descrizione
- bella legatura in piena pelle coeva, piatti inquadrati in cornice oro a doppio filetto, nervi e ricchi fregi al dorso con titoli impressi in oro,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione.Cerniere un poco allentate, pagine lievemente brunite, nel complesso buon esemplare. Piccolo timbro di al margine bianco del frontespizio; ex libris al contropiatto anteriore.Opera fondamentale nella bibliografia sarpiana, stampata all’estero e sotto pseudonimo, la pubblicazione della prima edizione dell’«Historia del concilio tridentino» ha i contorni della spy story: «Forse cominciata già nel 1611 (Pin, in Ripensando Paolo Sarpi, 2006, p. 393), l’Istoria del Concilio tridentino fu redatta in gran parte tra il 1614 e l’inizio del 1616, conclusa infine nel 1617, sotto lo sguardo attento dell’ambasciatore d’Inghilterra Carleton e dello stesso re Giacomo I Stuart, che invitò a più riprese il consultore veneziano a trasferirsi a Londra. A organizzare la pubblicazione fu l’arcivescovo di Canterbury George Abbot, con una cerchia di puritani moderati variamente collegati al Merton College di Oxford. Nella primavera del 1618 un fiduciario dell’arcivescovo fece trascrivere a Venezia il manoscritto e lo inviò in Inghilterra, un fascicolo dopo l’altro, attraverso la rete commerciale che faceva capo a Daniel Nijs, un mercante olandese residente a Venezia e da tempo amico di Sarpi. Nel maggio del 1619 l’opera uscì a Londra presso il tipografo John Bill con lo pseudonimo Pietro Soave Polano, anagramma del nome dell’autore (Paolo Sarpi veneto), e un lungo sottotitolo di tono antiromano aggiunto da Marcantonio De Dominis, che inserì inoltre una propria dedica a Giacomo I. In novembre l’Istoria venne messa all’Indice» (A. Barzazi, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 90, 2017, s.v. Sarpi).Bibl.; Melzi, III 73;