Giolitti e Turati. Un incontro mancato.
Giolitti e Turati. Un incontro mancato.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1976
- Luogo di stampa
- Milano-Napoli
- Autore
- Vigezzi Brunello.
- Editori
- R. Ricciardi
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Condizioni
- Usato
Descrizione
2 v. (XXVII, 741 p.) ; 23 x 15 cm. In questo denso saggio lo storico Brunello Vigezzi analizza i rapporti fra i due esponenti politici, tra i principali dell'Italia prefascista, osservando che “non si può parlare di un sistema giolittiano-turatiano […] Dal 1909 al 1915 essi cooperano ma più spesso divergono per ragioni gravi e con conseguenze assai rilevanti per lo Stato liberale e per il socialismo italiano […]”. Quello che Turati perseguì in questi anni è stato il tentativo di conseguire un compromesso fra liberalismo e socialismo confidando nell'apertura politica di Giolitti dopo la fase reazionaria di fine secolo. Giolitti infatti pensava di estendere il consenso nei riguardi del governo coinvolgendo le forze popolari, e in particolare le aristocrazie operaie che, grazie ad una migliore retribuzione salariale e, quindi, a un migliore tenore di vita, raggiungesero il reddito minimo che gli consentiva il diritto di voto. Giolitti era infatti convinto che non fosse utile a nessuno tenere bassi i salari perché da un lato non avrebbe consentito ai lavoratori di condurre una vita dignitosa, dall'altro avrebbe strozzato il mercato provocando una sovrapproduzione. Per la riuscita di questo suo progetto occorrevano due condizioni: la prima che i socialisti rinunciassero alle loro proclamate volontà rivoluzionarie, che del resto non avevano mai neppure accennato a tradurre in atto anche nelle più favorevoli occasioni insurrezionali come in occasione della rivolta dei Fasci siciliani (1893), la seconda che la borghesia italiana fosse disponibile a rinunciare, almeno in piccola parte, ai suoi privilegi di classe per una politica di moderate riforme. Tale disegno però si infranse con l'avventura della guerra in Libia (1911), Turati e i suoi seguaci, nonostante la seprazione con l'esponente riformista di destra Leonida Bissolati, si mantenne su una posizione rigidamente pacifista. Brossura editoriale, coperta in cartoncino flessibile colorato, titolo impresso al piatto e al dorso. Codice libreria 10102.