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Epistolae ex vetusto codice Bibliothecae Vaticanae nunc primum erutae, & Latinitate donatae. Interprete Io. Matthaeo Caryophilo.

Libri antichi e moderni
(Themistocles).
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Dettagli

  • Autore
  • (Themistocles).
  • Lingue
  • Italiano

Descrizione

Roma, Ludovico Grignano, 1626. In-4ø; 70 pp., 1 c. (errata); al titolo stemma del dedicatario, papa Urbano VIII Barberini. Testo greco e latino su due colonne a fronte. Legatura in tutto cartoncino settecentesco alla rustica, dorso rinforzato in carta decorata. Frontespizio leggermente rifilato in basso, a sfiorare l'ultima riga a stampa. Editio princeps (testo originale greco con traduzione latina a fronte), tratta dall'unico manoscritto superstite di questo testo, la cui attribuzione a Temistocle risulta incerta: "queste epistole di Temistocle son tratte da un codice palatino del secolo X, che Š l'unico, per quanto si sappia, che le contenga. Esse furono pubblicate nel 1626, per la prima volta, da Joannes Matteus Caryphilus, vescovo greco, in Roma. L'editore le credette senz'altro autentiche; ma ci furono taluni, i quali sospettarono della frode? Le pretese lettere temistocliane, in tutto 21, sono dirette a quattordici personaggi. Di esse quella che ha pi— importanza Š ? [quella] scritta a Polignoto" (Savelli). Schweiger I, p. 308. A. Savelli, Temistocle dal primo processo alla sua morte. Studio, Firenze 1893, pp. 49-50.

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