Emma. A cura di Mario Casalino dalla edizione originale inglese 1816
Emma. A cura di Mario Casalino dalla edizione originale inglese 1816
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1945
- Luogo di stampa
- Milano,
- Autore
- Austen, Jane
- Pagine
- pp. 496 [4].
- Collana
- collana «Ghirlanda. Romantica, rara, universale», 14,
- Editori
- Ultra,
- Formato
- in 16°,
- Edizione
- Prima edizione italiana (contemporanea all’edizione La
- Soggetto
- Narrativa Straniera dell' 800
- Descrizione
- brossura grigio-verde con titoli neri e bianchi al piatto e al dorso,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione italiana (contemporanea all’edizione La Caravella).Strappetti alla testa e al piede del dorso ma nel complesso ottimo esemplare (occasionali fioriture alle carte). Rarissimo a trovarsi in questo stato di conservazione.Giunte tardi sul mercato italiano – con la prima edizione del celebre «Pride and Prejudice» comparso solo nel 1932 grazie a Mondadori con il titolo «Orgoglio e prevenzione» – le opere di Jane Austen godettero nel 1945 di una singolare attenzione da parte dell’editoria nazionale. Vennero infatti presentate a stretto giro «Sense and Sensibility» (pubblicata come «Sensibilità e buon senso» da Astrea), «Persuasion» («Persuasione», impressa dalla Tipografia Fratelli Magnani) ed «Emma» che, fatto ancor più singolare, apparve quasi in contemporanea per la romana La Caravella (con traduzione di Vittoria Tedeschi) e, in agosto, nella qui presentata versione Ultra. Tradotto da Mario Casalino a partire dall’originale inglese del 1816, il romanzo della Austen venne inserito all’interno della collana «Ghirlanda. Romantica, rosa, universale», la collezione quantitativamente più importante della casa editrice fondata dal pubblicitario Gino Pesavento e da Aldo Gabrielli. Attiva dal 1942 al 1946, l’Editoriale Ultra – che recuperava il nome dell’impresa editoriale avviata da Francesco Palumbo nel 1934 e fallita due anni dopo – costruì un raffinato catalogo di oltre cento titoli, con la grafica affidata principalmente – come ricostruito da Mauro Chiabrando nel sul «L’Ultra di Pesavento. I libri di un genio dello slogan» – a Carlo Dradi, co-fondatore con Attilio Rossi della straordinaria rivista di graphic design «Campo grafico».