Ducento novelle nelle quali si raccontano diversi Avvenimenti così lieti, come mesti & stravaganti. Con tanta copia di sentenze gravi, di scherzi, e motti, che non meno sono profittevoli nella prattica del vivere humano, che molto grati, e piacevoli ad udire
Ducento novelle nelle quali si raccontano diversi Avvenimenti così lieti, come mesti & stravaganti. Con tanta copia di sentenze gravi, di scherzi, e motti, che non meno sono profittevoli nella prattica del vivere humano, che molto grati, e piacevoli ad udire
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1609
- Luogo di stampa
- In Venezia,
- Autore
- Malespini, Celio
- Pagine
- cc. [8] 281 [1]; 312 [i.e. 308]; impresa tipografica a legno al frontespizio, testatine e capilettera ornati e animati in xilografia. Nelle carte preliminari si trova “Ai cortesi lettori” “Argomento delle Novelle” e l’indice delle novelle.
- Volumi
- 2 voll.,
- Editori
- Al Segno dell'Italia,
- Formato
- in 4°,
- Edizione
- Prima edizione.
- Soggetto
- Letteratura Antica
- Descrizione
- legatura in pergamena coeva, tasselli con titoli oro ai dorsi,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione. Leggere bruniture ai frontespizi, ma nel complesso esemplare ben conservato.Opera di chiaro impianto boccaccesco, è ambientata in una villa del Trevigiano, dove ha trovato rifugio una brigata di amici, abbandonando Venezia falcidiata dalla peste. L’autore, affascinante personaggio dalle mille vite, prima soldato, poi avventuriero e falsario (è considerato una delle prime spie europee), e infine scrittore, dà vita a un’opera complessa e articolata, in cui le novelle originali, scritte interamente di suo pugno, si alternano con riprese e adattamenti da testi altrui, in particolare di Anton Francesco Doni, Jorge de Montemayor, Francesco Cieco da Ferrara e dalle «Cent nouvelles nouvelles». Il numero complessivo delle novelle è di 202, a differenza di quanto indicato nel titolo, ma occorre tenere presente che due sono replicate.Graesse, IV, 351