Dominici Vandelii Philosophi ac Medici Dissertationes tres. De Aponi Thermis: de nonnullis Insectis terrestri bus, et Zoopytis, et de Vermium terrae reproductione, atque Taenia Canis.
Dominici Vandelii Philosophi ac Medici Dissertationes tres. De Aponi Thermis: de nonnullis Insectis terrestri bus, et Zoopytis, et de Vermium terrae reproductione, atque Taenia Canis.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1758
- Luogo di stampa
- Patavii
- Autore
- Vandelli Domenico
- Editori
- Typographia Jo: Baptistae Conzatti
- Soggetto
- MEDICINA LEVIZZANO RANGONE MODENA TERME COLLI EUGANEI ABANO, MOTEORTONE ZOOLOGIA VENEZIA PADOVA
- Lingue
- Italiano
Descrizione
In 8° grande; (VI), (2), 167, (13) pp. e 6 c. di tav. delle quali 5 più volte ripiegate e una posta in antiporta con immagine di pianta grassa in fase di fioritura. Antica firma di appartenenza alla prima carta bianca. Timbretto ottocentesco di società medico chirurgica estinta al margine bianco basso del frontespizio. Bello stemma inciso al frontespizio. Prima rara edizione, due soli esemplari censiti in ICCU, di quest'opera del grande scienziato, cartografo e matematico originario di Levizzano Rangone (Modena), Domenico Vandelli. L'opera raccoglie tre esperienze di Vandelli la prima dedicata alle acque termali dei colli euganei ed in particolare di quelle del celebre Bagno Aponitano e del Monteortone (Abano Terme), il secondo uno studio inerente a vari animali marini come "Balanis Venetiarum", mentre l'ultima opera analizza i lombrichi di terra fino ad analizzare le tenie dei cani. Di nobile casato modenese tradizionalmente dedito alle scienze, Domeico si appassionò già in giovane età agli studi scientifici ed ingegneristici grazie ai precettori illustri con cui ebbe modo di studiare. Si formò scientificamente seguendo contemporaneamente la carriera ecclesiastica studiando dai Gesuiti, diventando poi abate . A seguito della sua notorietà, ottenne la docenza di matematica ed ingegneria all'Università di Modena. Pubblicò numerosi articoli scientifici e saggi, occupandosi anche di architettura, storia, letteratura, scienze naturali e di archeologia. La sua vasta produzione scientifica è frutto della cultura del suo tempo volta alla ricerca di un sapere enciclopedico, filosofico e scientifico, quindi ancora poco incline alla specializzazione. Nel 1725 intraprese un viaggio culturale, tradizionale per i nobili del tempo in Europa, che lo portò a conoscere parecchi illustri personaggi e studiosi permettendogli al contempo di promuovere e confrontare le sue idee e di promuovere la sua stessa persona. Concluse la sua carriera come detentore della cattedra di Matematica all'Università di Modena assegnatagli dal Duca Rinaldo d'Este nel 1728, unitamente all'incarico prestigioso e remunerativo di antiquario di Corte, che gli permetterà di vivere di rendita sino alla sua morte. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe.