Divina commedia. Inferno. A cura di Natalino Sapegno
Divina commedia. Inferno. A cura di Natalino Sapegno
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1961
- Luogo di stampa
- Torino,
- Pagine
- contiene 6 dischi trentatré giri in custodia e un libretto con la «presentazione» di Natalino Sapegno (in 4° stretto, copertina bianca stampata in grigio con ritratto del poeta, pp. 38 [2] in carta patinata).
- Collana
- «Collana letteraria Documento»,
- Editori
- Cetra (Stab. tipo-litografico Silvestrelli & Cappelletto di S., Rosa-Clot e C. Torino, volume d’accompagnamento stampato a Milano dalla tipografia, «Milano - Roma»),
- Formato
- in 4º quadrato,
- Curatore
- Alighieri, Dante Natalino Sapegno)
- Edizione
- Prima edizione.
- Soggetto
- Letteratura AnticaMusica
- Descrizione
- astuccio rigido in piena tela grigia, piatto illustrato (riproduzione di antica illustrazione del canto XIII dell’«Inferno»),
- Prima edizione
- True
Descrizione
EPHEMERAPrima edizione.Insieme in ottime condizioni di conservazione (normali segni d’usura ai bordi dell’astuccio, con una cerniera separata, senza che sia pregiudicata la solidità complessiva).Raro insieme completo dei sei dischi nel grande astuccio in cartonato e tela, accompagnati dal libretto curato da Natalino Sapegno con sinossi e brevi commenti per ciascun canto dell’«Inferno». Voci narranti di Giorgio Albertazzi, Carlo D’Angelo, Arnoldo Foà e Achille Millo. Una sola copia registrata in ICCU, in una biblioteca locale. -- Fondamentale documento sulla lettura dantesca: le voci degli attori per questi canti sono diventate per molti versi canoniche, seguite negli anni da quelle di Gassman e Benigni. Importante uscita della «Collana letteraria Documento», diretta da Nanni de Stefani per la casa discografica Cetra, che pubblicò numerosi dischi in cui grandi attori leggevano alcuni dei più noti autori del canone letterario italiano, in particolare tra gli anni cinquanta e sessanta. -- Fa riferimento a quest’edizione un personaggio di Sciascia, il professor Roscio di «A ciascuno il suo» (1966): «Erano le cinque del pomeriggio. Il professore stava in terrazza, seduto in poltrona, un giradischi a lato da cui veniva ora stentorea ora tremula e sospirata la voce di un attore famoso che declamava il trentesimo dell’Inferno. “Vede come sono ridotto? ” disse il professore porgendogli la mano “A sentire da costui la ‘Divina Commedia’” quasi che l’attore fosse presente e che il professore avesse altre e più personali ragioni per disprezzarlo. “Preferirei me la leggesse mio nipote, che ha dodici anni, o la cameriera, o il portiere: ma hanno altro da fare”».