Dispensa matrimoniale Arnolfini Ortensia - Manzi Silvestro. Manoscritto pergamenaceo in francese. Lione, 1588
Dispensa matrimoniale Arnolfini Ortensia - Manzi Silvestro. Manoscritto pergamenaceo in francese. Lione, 1588
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1588
- Luogo di stampa
- Lione
- Autore
- SISTO V (1585-1590)
- Editori
- Lione,
- Soggetto
- Manoscritti
- Stato di conservazione
- Buono
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
Documento su pergamena (mm. 318x235) in francese, elaborato e scritto a Lione nel 1588. Composto di due bifogli (quindi di 4 carte) di una bellissima pergamena che conserva tutta la sua freschezza. Alla prima carta timbri della raccolta Giorgio Franco di Firenze. Scrittura semihybrida formata (Bastarda).
Una giovane e un giovane italiani, nobili di Lucca, ma domiciliati a Lione, vogliono sposarsi, ma vi si frappone un certo qual grado di consanguineità che per l'epoca poteva essere ostativo alle nozze (terzo e quarto grado). Lei Ortensia Arnolfini di Giuseppe e lui Silvestro Manzi si rivolgono al Papa che invia, secondo la prassi, delle Lettere Apostoliche in forma di dispensa, che insieme ad altre testimonianze e a un interrogatorio (enqueste) dei due attori, contribuiranno a dar vita al processo. Le più alte autorità lionesi sono coinvolte nella causa. Anthoine Emanuel Chalon, docteur ès droit, Consigliere de Re, suo Elemosiniere, Canonico delegato del Papa, e Giudice presiede la causa e firma l'atto a pagina 7 in basso. Avvocato (procureur) dei due giovani è Germain Duchef, mentre il procuratore generale dell'Arcivescovo si chiama Faure. La sentenza (sentence) è favorevole ai due giovani e questo viene espresso a p. 7 con la formula: "declaire et declairons le mariage se pouvoir faire et contracter...dispense et dispensons desdiets degres de consanguineite...". Più sotto leggiamo a modo di importante corollario che i bambini nascituri saranno del tutto legittimi, ciò che è carico di conseguenze per la futura trasmissione del patrimonio. «Ce vendredi vingt sixiesme jour du mois daouste lan milcinq cens quatrevingts et huict». (signè:) Megref.