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Difesa della libertà ecclesiastica

Libri antichi e moderni
Giusti, Bernardo
Facciotto,
1500,00 €
(Roma, Italia)
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Dettagli

  • Luogo di stampa
  • Roma
  • Autore
  • Giusti, Bernardo
  • Editori
  • Facciotto
  • Soggetto
  • politica ecclesiastica holy see politics storia venezia guerra, dell’interdetto history venice paolo sarpi censura censorship
  • Lingue
  • Italiano

Descrizione

In-4°, 48pp, frontespizio con marca editoriale e motto In te Domino speravi non confundar in aeternum, capolettera xilografico. Lo scritto di Bernardo Giusti si inserisce nella polemica seguita alla cosiddetta ‘guerra dell’interdetto’, in cui Venezia non si piegò alle richieste del papa di abrogare alcune leggi che regolavano la proprietà ecclesiastica nel territorio della Repubblica, rifiutandosi anche di consegnare due sacerdoti veneziani, accusati di delitti comuni, che l'autorità religiosa pretendeva di giudicare secondo i propri codici e di sottrarre così alla giurisdizione civile. Bernardo Giusti condanna i sostenitori dell’indipendenza veneziana equiparandoli a Wycliff e Marsilio da Padova. In-4 °, 48pp, title page with printers mark and motto In te Domino speravi non confundar in aeternum, wood engraved initial. Bernardo Giusti's writing is part of the controversy following the so-called 'guerra dell’interdetto', in which Venice did not bow to the pope's requests to repeal some laws that regulated ecclesiastical property in the territory of the Republic, also refusing to hand over two Venetian priests , accused of common crimes, which the religious authority claimed to judge according to their own codes and thus to remove from civil jurisdiction. Bernardo Giusti condemns the supporters of Venetian independence comparing them with Wycliff and Marsilio of Padua.

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