Della famosissima Compagnia della Lesina. Dialogo, Capitoli, Ragionamenti. Con l'assottigliamento in tredici Punture della punta d'essa Lesina. Alla quale s' è rifatto il Manico in trenta modi, & dopo quelli in venti altri.
Della famosissima Compagnia della Lesina. Dialogo, Capitoli, Ragionamenti. Con l'assottigliamento in tredici Punture della punta d'essa Lesina. Alla quale s' è rifatto il Manico in trenta modi, & dopo quelli in venti altri.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1693
- Luogo di stampa
- In Venetia
- Editori
- appresso Gio. Battista Indrich
- Soggetto
- Gastronomia, Letteratura italiana, Seicentine veneziane
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-16° (148x81mm), pp. (12) ['Amunguento da Cancheri in Lode della Compagnia della Lesina', 'Officiali della Compagnia della Lesina' e indice], 411, (2), brossura decorata posteriore. Esemplare con aloni diffusi, che non inficiano però mai la lettura del testo. Rara edizione veneziana (l'edizione originale fu stampata dai Giunti in data imprecisata della fine del XVI secolo) di questa famosa opera, molte volte ristampata, consistente in una raccolta di statuti umoristici di una immaginaria accademia fiorentina di spilorci. 'La Compagnia - precisa la Vinciana - si prefiggeva di canzonare lo spirito 'sparagnino' e di consigliare grettissime economie, nonché di raccontare burlesche avventure di noti ed ignoti arpagoni. Tutto è però dovuto alla penna faceta di una o poche persone che abilmente si celano negli pseudonimi ancora oggi avvolti nel mistero'. L'unico autore la cui identità pare certa è il compositore di un sonetto sopra la peste, il 'poeta Sciarra', ossia Piero Strozzi (1510-1588), insigne capitano e cugino di Caterina de'Medici, ma resta in forse se il suo contributo si sia limitato a quell'unico sonetto o si estenda al resto dell'opera. Adrien Baillet (nelle 'Satyres personnelles', II, 345, edite con lo pseudonimo Albert Lainier de Verton) ritenne questi capitoli compilazione di tal Vialardi, mentre, come informa sempre la Vinciana, 'il Merati sospetta che Tommaso Buoni possa esserne stato l'autore o comunque il riordinatore'. Il Buoni, lucchese, era stato infatti l'autore di un libro assai simile a questo, 'Della compagnia de'Tagliacantoni'. L'opera, interamente giocata sulla satira della tirchieria, presenta numerosi riferimenti culinari e alla vita domestica ed un ricco lessico gastronomico. In fine si trovano le 'Stanze' parodistiche dei poemi cavallereschi. Dell'opera si ebbe anche una versione francese. Cat. Vinciana, 3495-3502. Graesse, II, 550. Westbury, 97-101. Brunet, II, 1175. Melzi, I, 172 e 393 e III, 38. Maylander, 'Storia delle Accademie d'Italia', III, pp. 408-11. Cfr. Gamba, 898. Quadrio, I, p. 71. Vicaire, 'Bibl. gastronomique', pp. 195-96. Bitting, p. 549: 'A curious Italian facetia, comprising statutes for frugality in living'.