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De magistro

Libri antichi e moderni
Autore: Sant'Agostino, Traduzione, Introduzione E Note Di: Orlando Todisco
Edizioni Anicia 2007,
18,08 €
(Pavia, Italia)
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Dettagli

  • ISBN
  • 9788873460428
  • Autore
  • Autore: Sant'Agostino, Traduzione, Introduzione E Note Di: Orlando Todisco
  • Editori
  • Edizioni Anicia 2007
  • Soggetto
  • Religione-Cristianesimo-Santi

Descrizione

XXXI-144 pagine. Brossura. Testo a fronte. Collana: Saggi. Quarta di copertina: Come non si vive per mangiare ma si mangia per vivere - nota Agostino - così non si insegna per parlare ma si parla per insegnare. Per rendere agevole il passaggio dal parlare all'insegnare (didattica) è necessario riflettere attorno al linguaggio come un imsieme di segni (semiotica) e di significati, cui i segni rinviano (semantica). Compiuto questo percorso introduttivo, ci si domanda: ma davvero la parola insegna? E i molti maestri davvero sono tali? La parola è segno, e il segno non insegna, perché non sal acosa, di cui pur è segno. Il segno è condizione del pensiero, non luogo della verità. Se l'apprendimento del sengo in quanto segno suppone un maestro esteriore, la scoperta della verità del segno ha luogo attraverso il maestro interiore. Infatti, non è la parola che mostra la cosa, ma è il mostrarsi della cosa che rende significativa la parola. Ma se la cosa si mostra, perché la parola? La parola rammemora la cosa se la si conosce o esorta a cercarla, se la si ignora. Ciò che comunque conta è il trascendimento della parola nella direzione della cosa, oltre i segni. Il maestro è colui che mette in gioco qualcosa che 'eccede' la parola e sprona a raggiungerla. Ma come si configura tale atteggiamento esplorativo? Procede forse dell'aesterno verso l'interno (dal segno verso il significato, dalla aprola verso la cosa), o invece dall'interno verso l'sterno (dal significato verso il suono, dalla cosa verso la aporla, dalla verità verso i veri)? Come nel mondo empirico è l'esperienza delle cose che rende sensate le parole e ravviva i segni, altrimenti opachi e muti, così nel mondo intelligibile è la percezione della verità che rende possibile il pensiero e fondato il giudizio. Dunque, prima dei veri vi è la verità, cui volgere l'attenzione. Noi non elaboriamo la verità, noi viviamo nella verità, in cui tutto fu pensato e fatto. Non siamo noi a cercare la verità. È la verità che ci raggiunge e ci partecipa la sua luce se disponibili al suo calore. Compito del maestro è di indurre il discepolo a riconoscerla e ad amarla, autentica maestra tra i molti maestri.

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