De gli Hecatommithi
De gli Hecatommithi
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1566
- Luogo di stampa
- In Vinegia (Venezia; Venice)
- Autore
- Giraldi Cinthio, Giovanni Battista
- Editori
- Appresso Girolamo Scotto
- Lingue
- Italiano
Descrizione
L'EDIZIONE PIU' CORRETTA. LA COPIA DI GIACOMO SORANZO. In-4, 2 voll., pp. (16), 500; (12), 464. Grande e fresca marca dello stampatore ai frontespizi. Grandi capilettera figurati incisi in legno, molti dei quali estremamente piacevoli e non banali, provenienti da differenti collezioni. Qualche leggera fioritura e due forellini di tarlo riparati al margine bianco in fine del secondo volume; un interessante difetto (che quasi si fa pregio) al lembo superiore della carta s5 del primo volume, difficile da notare a prima vista: anticamente, un possessore deve aver distrattamente bagnato il lembo superiore esterno della pagina con conseguente sbiadimento della parte terminale di alcune righe nella sezione di testo d'angolo, il quale testo è stato poi finemente ricalcato ad inchiostro da mano a dir poco abilissima, quasi non sembrando affatto ritoccato. Legatura settecentesca in piena pergamena con titoli impressi in oro su tassello dipinto al dorso. Esempalre ricco di prestigiose note di possesso tardo secentesche, settecentesche e ottocentesche al foglio di guardia e al frontespizio: la più antica è "Di Josephi Jacobi de Rubeij Romani" (forse un membro della dinastia dei de' Rossi, famosi stampatori attivi a Roma?), poi "1739 / di Giaco: Soranzo" (1686-1761, senatore della Repubblica di Venezia e celebre bibliofilo, la cui collezione di codici manoscritti è ora alla Marciana, mentre i suoi libri a stampa vennero venduti: si veda "Catalogo de' libri che saranno posti in vendita nella città di Padoua l'anno 1780", Padova 1780), poi "di Gennaro Giannelli" (noto medico e letterato romano, nonché grande collezionista, i cui libri si trovano sparsi per le biblioteche di tutto il mondo), e un'ultimo autografo, meno leggibile (Giacinto.?), datato 1870. Seconda edizione. Gamba, Novelle, p. 120; Brunet, II, 1608: "est beaucoup plus correcte que la précedénte". Graesse, III, 88; Haym, 27.